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Terzo valico

By pass di Pontedecimo, i no tav: “E’ pericoloso in caso di piena”. Il Cociv corre ai ripari con una variante al progetto

Da quest'estate pende un esposto in Procura per i 15 piloni nell'alveo del Polcevera

Genova. Dopo l’esposto presentato in Procura quest’estate, oggi in mano al sostituto procuratore Walter Cotugno, i no tav tornano a parlare della vicenda del by-pass di Pontedecimo e lo fanno con un video. “Si tratta di una struttura compensativa che significa in realtà cementifcazione, sperpero di denaro pubblico e danni all’ambiente, in questo caso soprattutto dal punto di vista idrogeologico visto che hanno inserito 15 piloni di cemento all’interno dell’alveo di un fiume di cui conosciamo la portata, come ha dimostrato ancora l’alluvione di due anni fa” racconta nel video Laura, attivista no tav di Pontedecimo.

“I politici pro by pass hanno sempre pubblicizzato quest’opera dicendo che è stata richiesta a gran voce dalla popolazione per risolvere il problema del traffico in un quartiere che ha in realtà qualche migliaia di abitanti, quindi immaginatevi quanto possa essere grave il problema” ironizza Laura. “I politici non hanno mai creato un dibattito pubblico in modo che la popolazione potesse dire la sua – dice ancora Laura – e noi per per l’ennesima volta vogliamo sottolineare la necessità di dare dignità a una terra che continuamente viene violentata e sfruttata per l’arricchimento di pochi”.

“Questo progetto pone problematiche che lo rendono pericoloso e rischioso – aggiunge Simone – il cui giardino è stato fra l’altro espropriato fra le polemiche proprio per la realizzazione del by pass – i piloni hanno una base che è costruita nell’alveo. Non si vedono perché sono sotto il livello dell’acqua ma costituiscono un ostacolo importante in caso di piena”.

Proprio su questo si basa sostanzialmente l’esposto presentato in Procura, supportato dalla perizia dell’ingegnere idraulico Stefano Camisasso: “Il franco idraulico e cioè la luce libera tra il profilo di piena dell’acqua – si legge fra l’altro nella perizia – e l’intradosso della struttura è pari a 50 cm, come per un argine libero, invece che 150/200 cm come previsto dalle Norme nel caso delle coperture”.

Ma il Cociv sembra già essere corso ai ripari. Proprio oggi in Prefettura a Genova verrà firmata la ‘Variante enti liguri’, un protocollo che contiene tutte le modifiche alle opere complementari che Cociv deve realizzare in territorio ligure appunto. A firmare ci saranno tutti i comuni interessanti, insieme a Cociv ed Rfi. “E’ una variante già stabilita da tempo, ben prima dell’esposto” dice il vicesindaco di Genova Stefano Bernini e sostanzialmente prevede che “per mantenere la portata duecentennale del torrente , l’alveo venga allargato sulla sponda opposta”.

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