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Amiu-Iren, la delibera in aula rossa prima di Natale: prosegue la trattativa tra le due aziende

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Genova. Arriverà in consiglio comunale prima della pausa natalizia, almeno nelle intenzioni della giunta Doria, la delibera di indirizzo sull’acquisizione da parte di Iren Ambiente di quote di Amiu.

Iren aveva chiesto come condizioni per arrivare ad un accordo la maggioranza assoluta delle quote di Amiu, la proroga della scadenza del contratto di servizio attualmente prevista al 2020,la revisione del sistema di governance proposto dal Comune di Genova e la definizione degli accantonamenti per la gestione post mortem delle discariche di Scarpino 1 e 2 e per l’apertura di Scarpino 3. Da allora la trattativa privata va avanti tra le due aziende ma sarà indispensabile che l’operazione o almeno le ‘linee di indirizzo’ passino attraverso il voto del consiglio comunale.

Tra i paletti posti dal Comune, il mantenimento dei livelli occupazionali, il mantenimento dell’indipendenza di Amiu rispetto a Iren e la sua identità e collocazione nel territorio genovese, e la partecipazione in maniera qualificata a decisioni strategiche.

Uno dei nodi critici riguarda per molti il fatto che Iren vorrebbe il controllo del pacchetto di maggioranza delle azioni, ma l’assessore al bilancio Franco Miceli minimizza: “La percentuale non è altro che una risulta, che deriva dal tipo di operazioni che si intendono fare, dal valore degli investimenti e dalle loro modalità come eventuali apporti di impianti”.

Il passaggio in consiglio non sancirà comunque la conclusione dell’operazione perché saranno necessari i passaggi di natura formale per processare il conferimento dei beni e la costituzione della nuova compagine societaria. Passaggio, quest’ultimo, che potrebbe avvenire anche in due tappe: la prima solo per quanto riguarda un aumento di capitale diretto con iniezione di soldi freschi, la seconda per il conferimento degli impianti.

E questo potrebbe anche essere il sistema per tentare di far digerire ai lavoratori il passaggio della maggioranza in mano privata: con il primo ingresso solo economico, la partecipazione di Iren potrebbe restare sotto il 50% per poi superare la soglia fatidica a operazione effettivamente completata anche con gli impianti.

In ogni caso è evidente che il passaggio a Tursi non sarà all’acqua di rose. Molte sono le critiche dalle opposizioni all’intera operazione e tra i consiglieri che chi ha già chiesto che ci siano “almeno due passaggi in commissione prima di arrivare al voto in aula”.