In commissione

Volpara, M5S: “Doria desaparecido, avviare subito dismissione impianti”

volpara

Genova. “Avviare subito un tavolo di collegamento ambiente-salute per la messa in sicurezza della Volpara e pianificare in tempi certi la dismissione di tutti gli impianti”.

Lo chiede Marco De Ferrari, portavoce del MoVimento 5 Stelle Liguria e primo firmatario di una mozione sull’inquinamento dell’impianto della val Bisagno, oggi in discussione in Commissione IV, alla presenza dei rappresentanti di Amiu e San Martino Ist.

“Per la seconda volta nel giro di poche settimane, il desaparecido sindaco metropolitano Doria ha disertato l’audizione in Commissione, facendosi beffe delle proteste di comitati e cittadini che da tempi immemori lamentano miasmi, odori nauseanti e malori legati allo smaltimento dei rifiuti alla Volpara – attacca il portavoce M5S – Parliamo di impianti che Città Metropolitana individua ancora come centro di smistamento dei nostri rifiuti verso ben 4 regioni: Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, con costi che andranno inevitabilmente a ricadere sulle bollette. Ormai i rifiuti a Genova stanno diventando il prodotto tipico locale d’esportazione!”

“Lo scorso 20 settembre Amiu ha fatto domanda circa l’adeguamento della messa in sicurezza degli impianti – ricorda De Ferrari – Sono passati quasi due mesi e da Città Metropolitana ancora nessuna risposta, mentre Genova continua ancora ad essere molto lontana dai traguardi europei in termini di raccolta differenziata. Si avvii un piano di dismissione di tutti gli impianti presenti alla Volpara con tempi rapidi e certi e con un percorso partecipato, affinché l’intera area sia restituita alla cittadinanza”.

Più informazioni
leggi anche
volpara
L'annuncio
Valbisagno, al via la demolizione dell’incenitore della Volpara
volpara rifiuti
Rifiuti
Volpara, tensostrutture per fermare la puzza. A settembre assemblea pubblica
Volpara
Genova
Volpara, Rosso: “Necessario monitoraggio a tutela della salute dei cittadini”
volpara
L'incontro
Volpara, ancora miasmi e malori: in campo l’Università. E per il futuro un tavolo partecipato