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Turista trovata morta sul traghetto: potrebbe essere rimasta viva per giorni, imprigionata nella sala macchine

Il comandante e due membri dell'equipaggio indagati per omicidio colposo. Solo l'autopsia potrà chiarire l'ora della morte. Sopralluogo a bordo della squadra mobile

Genova. Per la morte della turista tedesca di 74 anni, scomparsa la notte del 30 ottobre a bordo del traghetto Sharden della Tirrenia in viaggio da Porto Torres a Genova, il cui corpo è stato ritrovato solo lunedì in un vano della sala macchine la procura di Genova ha indagato per omicidio colposo il comandante del traghetto e due membri dell’equipaggio.

Sono loro infatti che avevano organizzato le squadre di ricerca della turista dopo che il marito, non trovandola in cabina, aveva dato l’allarme. E quelle ricerche diedero esito negativo, tanto che in un primo momento si pensò che la donna potesse essere finita in mare.

Non era così e lunedì nel corso di un’esercitazione il corpo della donna è stato ritrovato nella zona delle eliche di manovra di prua. I sostituti procuratori Patrizia Petruzziello e Cotugno hanno dato l’incarico al medico legale Francesco Ventura di compiere un primo esame esterno sul corpo della donna: secondo quanto appreso non ci sarebbero segni evidenti che farebbero pensare ad un’aggressione violenta ma alcuni elementi da approfondire. Domani mattina verrà però eseguita la tac per evidenziare eventuali fratture o lesioni interne.

Obiettivo della procura, che ha delegato alle indagini la squadra mobile di Genova diretta da Annino Gargano, che ieri ha fatto un sopralluogo sulla nave, è scoprire non solo come è morta la donna, ma soprattutto quando. Ad un primo esame esterno infatti le condizioni del corpo farebbero pensare che la donna sia morta solo qualche giorno prima del ritrovamento del corpo il 14 novembre e non quindi la notte del 30 ottobre quando è scomparsa. Ma quel vano – spiega una fonte investigativa – non è riscaldato e in questa stagione risulta molto freddo. Questo potrebbe quindi aver rallentato il processo di decomposizione.

L’autopsia invece sarà eseguita solo la prossima settimana, dopo che la richiesta sarà notificata a Monaco al marito della vittima e alle autorità tedesche. Solo allora si potrà con maggiore certezza stabilire quando la donna è morta.

Non si sa come la donna sia arrivata in quella zona della nave, interdetta ai passeggeri e poco frequentata dallo stesso equipaggio. Ci è arrivata per sbaglio? Ce l’ha portata qualcuno? Ed era viva quando è arrivata lì? E nemmeno è ancora chiaro cosa sia successo dopo: una delle ipotesi è che la donna non sia più riuscita ad aprire quelle porte chiuse e non è escluso che possa essere morta di stenti chiamando inutilmente aiuto.