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Terzo Valico, Putti (M5S): “Devastazioni, amianto e malaffare: i notav avevano previsto tutto”

Genova. Gli attivisti dei comitati no tav avevano previsto tutto, dalle devastazioni del territorio, basta pensare alla frana che aveva bloccato la ferrovia due anni fa proprio attaccata a un cantiere del terzo valico, all’amianto nel cantiere di Cravasco alla recenti inchieste. Lo ha detto il capogruppo del M5S a Tursi Paolo Putti in un’interrogazione in cui ha chiesto al vicesindaco Stefano Bernini come si può oggi, dopo quanto accaduto, garantire che i lavori siano fatti in sicurezza.

“Non vorremmo che a gennaio, quando inaugureremo la galleria degli Erzelli, stappando lo champagne venisse giù tutto” ha detto provando a ironizzare su un tema in realtà molto serio, sopratutto dopo la doppia inchiesta delle procure di Genova e Roma che hanno portato all’arresto di molti funzionari cociv tra cui l’intero gruppo dirigente.

“Da marzo fra l’altro abbiamo chiesto una commissione per affrontare le problematiche degli interferiti che non sono solo quelli che sono stati risarciti per lasciare le loro abitazioni, ma quelli che ancora abitano lì, che hanno perso le fonti d’acqua, che hanno crepe nelle case e che hanno visto la loro quotidianità cambiare per la presenza dei cantieri. Da marzo, la commissione è stata convocata solo per il 23 novembre”.

Rispetto alla richiesta di maggiori garanzie per i lavori, il vicesindaco ha detto: “Per la parte riguardante il lavoro svolto c’è stata una verifica continuativa da parte di Rfi ed il collaudo statico è effettuato da terzi, Inoltre dopo quanto accaduto il Cociv ha perso la direzione dei lavori che viene assunta da Rfi”. Come dire: tutto bene, non c’è nulla di cui preoccuparsi. Il resto Bernini lo ha liquidato come “problema politico”.

Dopo la risposta del vicesindaco immediato lo sfogo del capogruppo: “Quest’opera non serve a nulla e ci costerà una barcata di soldi”