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Terzo Valico, Pcl: “In Italia le grandi opere sono speculazione e profitto”

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Genova. “Ma allora avevano ragione i NoTav-NoTerzoValico? E’ chiaramente una domanda retorica. Non poteva che essere così ed in realtà era ed è palese a tutti, nonostante gli schiamazzi per lo scandalo urlato su tutti i giornali. La Grande Opera del Terzo Valico, prima di ogni ragionamento di utilità reale economica e logistica, era ed è uno dei più grandi pozzi per il riciclaggio di denaro sporco, mazzette, interessi della ‘ndrangheta e degli speculatori, costruzione di potentati economici grazie a finanziamenti pubblici ed europei. Poi verrà, e già sta avvenendo, tutto ridotto a una semplice questione di individui sporchi, mele marce e errori di valutazione e di fiducia, ma la realtà dei fatti è che in Italia queste Grandi Opere sono e resteranno sempre Opere della Speculazione e del Profitto”. Lo scrivono in una nota i circoli del Partito Comunista dei Lavoratori di Genova.

“Ma cosa è successo? Ci si è accorti che, i personaggi al vertice del Cociv, il consorzio creato da Salini-Impregilo, Condotte e Civ per la gestione di appalti e lavori, sono legati a doppio filo con le ditte appaltatrici e con le cosche della ‘ndrangheta per garantire commesse per oltre 324 milioni di euro. In tutto sono indagate e arrestate 20 persone ai vertici del COCIV e delle aziende coinvolte: mazzette da decine di migliaia di euro per Antonio e Giovanni Giuliano (Giugliano costruzioni), Domenico Gallo, Angelo Pelliccia e Maurizio Dionisi (responsabile affidamenti Cociv); intercettazioni su brasiliane e escort tra Marciano Ricci, amministratore della Europea 92, e Giulio Frulloni, coordinatore costruzioni Cociv; turbative d’asta per favorire imprenditori amici ad opera dei dirigenti di Cociv Michele Longo (presidente), Ettore Pagani (direttore generale) e Giulio Frulloni. Tutto questo sotto la meravigliosa regia dell’ex direttore dei lavori Cociv Gianpiero De Michelis, l’uomo di collegamento con i calabresi”, prosegue la nota.

“In tutto questo, ora, il Cociv stesso si dichiara parte lesa. Ma la vera parte lesa sono i lavoratori del Terzo Valico, costretti a lavorare in condizioni di totale insicurezza e rischio della salute, considerate le alte concentrazioni di amianto, la pessima qualità dei materiali utilizzati e l’affidamento degli appalti proprio a quegli imprenditori che avrebbero garantito costi sproporzionatamente bassi proprio sulla sicurezza: come nel caso del “Lotto Seravalle”, in cui i lavori sono stati affidati a Grandi Lavori Fincosit, azienda che prevedeva una spesa di 93 mila euro, contro gli oltre 680 mila della seconda in gara d’appalto, la Toto. Più efficiente o più criminale? Ovviamente come dimenticare gli abitanti di quelle valli, costretti a respirare polveri di amianto e vedere quei paesaggi devastati, bucati, cementificati. Tutto per il solo interesse di questi imprenditori senza scrupoli e di questi politicanti e burocrati, pronti a tutto pur di intascarsi mazzette e guadagnarsi rispetto e relazioni privilegiate con organizzazioni mafiose e grandi imprenditori”, dichiarano ancora gli esponenti del Pcl.

“Ma non basta, perchè, nonostante tutto questo, se i NoTav scendono in piazza ad Alessandria per contestare il convegno delle istituzioni che sperano nella continuazione dell’opera pubblica è utile e che basti cambiargli nome per poter continuare l’opera con maggiori garanzie, si prendono altre manganellate. I criminali NoTav sono colpevoli di aver detto fin dal principio la verità, per cui ora devono stare zitti. Non sia mai che troppe persone li ascoltino e capiscano che il Terzo Valico è inutile, dannoso, devastatore, funzionale solo al profitto e agli interessi di speculatori e “uomini d’onore”. La sola soluzione è bloccare questo inutile scempio con un movimento di massa, popolare e con l’impegno da parte dello Stato di ricollocare tutti i lavoratori coinvolti. Con che soldi? Requisendo senza indennizzo tutte le proprietà, i beni e i mezzi di chi è coinvolto in questo ennesimo scandalo”, termina la nota.