Le indagini

Strage di Cornigliano: secondo il medico di famiglia il poliziotto non soffriva di stress

Omicidio-suicidio a Cornigliano

Cornigliano. Secondo il medico curante di Mauro Agrosì, il poliziotto genovese che ieri ha ucciso le due figlie e la moglie e si è tolto la vita, l’uomo non era malato e non aveva mai manifestato o rivelato sintomi di stress. Lo ha detto ai poliziotti della squadra mobile che indagano per fare luce sulla strage avvenuta ieri in un’abitazione di Cornigliano.

Gli investigatori, per accertare se nella vita dell’uomo ci fosse un buco nero che ne minava l’equilibrio psicofisico hanno ascoltato familiari e colleghi e sequestrato il suo cellulare, che sarà analizzato, come quelli della moglie e della figlia maggiore. Unico problema rilevato, per ora, è una tendenza del poliziotto a giocare spesso, più di un normale giocatore, al gratta e vinci.

Gli inquirenti indagano anche su una coincidenza che non ritengono casuale: l’uomo ha messo in atto il suo piano di morte nel giorno in cui sarebbe dovuto rientrare a lavorare dopo mesi di assenza per i postumi di un intervento chirurgico ad un ginocchio. Per questo la strage di ieri sarà oggetto di analisi di un gruppo di studio del Ministero degli Interni che sta studiando per capire come mai molti dei suicidi degli agenti di polizia (numericamente superiori a quelli del resto della popolazione) avvengono nel giorno del rientro in servizio dopo lunghe assenze.

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