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Solidarizzò con gli attentatori di Roberto Adinolfi, condannato anarchico genovese

Genova. Il gup Ferdinando Baldini ha condannato a un anno e due mesi per apologia di terrorismo C.D.M. genovese di 46 anni. L’uomo, è stato riconosciuto responsabile di aver redatto e diffuso due documenti in cui veniva sostenuto l’attentato al manager Ansaldo Roberto Adinolfi avvenuto il 7 maggio 2012, per il quale sono stati condannati gli anarchici torinesi Alfredo Cospito e Nicola Gai del Nucleo Olga/Fai-Fri .

Nel documento, pubblicato il 15 maggio 2012, l’uomo aveva scritto, tra l’altro: “Per voi le armi sono un tabù. Ma come pensate di poter reagire a tutti i soprusi che quotidianamente vengono perpetrati da chi le armi le usa veramente e continuamente? Io non mi dissocio”. Quel documento, pubblicato sul sito anarchico informazione, era stato scritto in risposta ad un documento firmato “anarchici genovesi” in cui in sostanza si prendevano le distanze dall’attentato

Nell’ottobre 2013 il genovese, difeso dall’avvocato Fabio Sommovigo, aveva anche redatto e diffuso un volantino distribuito nella manifestazione pubblica svoltasi in concomitanza con l’udienza di primo grado in tribunale a Genova a carico di Alfredo Cospito e Nicola Gai pubblicando, o facendo pubblicare, sul sito “Informa-azione” il documento intitolato “la solidarietà è un’arma usiamola!” dove, tra l’altro, si affermava “abbattere il potere e non modificarlo è la soluzione più ovvia. Rispondiamo colpo su colpo”.

L’abitazione del 46 enne, sotto intercettazione (anche se non indagato) nell’ambito di un’indagine della procura per gli attentati commessi a partire dal 2003 contro politici e forze dell’ordine, era stata perquisita e gli investigatori avevano trovato i documenti. Il sostituto procuratore Federico Manotti aveva chiesto per lui la condanna a due anni di reclusione sostenendo la sussistenza anche del reato di istigazione al terrorismo che non è stata però accolta dal giudice.