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Sciopero degli straordinari alle Dogane. Spedizionieri: “Colpo in vista di Natale”

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Genova. Niente straordinari per il personale dell’Agenzia delle Dogane di Genova. E’ il passo successivo alla proclamazione dello stato di agitazione. La misura scatterà a partire da lunedì, andando a colpire una prestazione essenziale per garantire il servizio dei controlli alle merci nel porto di Genova vista la carenza di personale. E già da oggi nessun controllo alle merci dopo le 18 e nei giorni festivi.

Lunedì è fissato anche l’incontro a Roma chiesto dalle organizzazioni sindacali alla fine di luglio per discutere i problemi di Genova. Il primo nodo, spiegano Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Pa, Confsal-Usb e Flp- Ecofin, è la carenza degli organici “che mette a repentaglio il corretto funzionamento degli uffici, la sicurezza fiscale e il corretto andamento dei traffici in un bacino portuale di primaria importanza quale quello di Genova”. Ma i sindacati denunciano anche la “grave disorganizzazione dei servizi” e la carenza di “sicurezza e salubrità nei posti di lavoro”.

A loro risponde Spediporto, l’associazione degli spedizionieri genovesi, che si dice preoccupata per la protesta perché arriva in un momento ancora delicato per l’economia e vicino alle feste natalizie che normalmente segnano un incremento nei traffici.

“Il prolungato stato di agitazione – commenta il direttore generale di Spediporto, Giampaolo Botta – potrebbe portare in pochi giorni a far crescere il numero di contenitori in arretrato a diverse centinaia, costringendo gli importatori a ritardi nelle consegne della merce proprio nel pieno del momento natalizio”.

“Il Governo dovrebbe pensare a strutturare normativamente periodi di grazia dal rischio scioperi in coincidenza con le peak season stagionali, ovvero i momenti di maggiore sensibilità per
l’import/export italiano – prosegue Botta -. Con lo stato di agitazione dei lavoratori delle dogane l’incertezza dei tempi di importazione delle merci e l’aggravio dei costi che ne conseguirà, andranno a colpire direttamente gli operatori economici italiani che con tenacia continuano a credere nella portualità italiana”.