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Referendum, dibattito in consiglio regionale: Ncd assente, solo il Pd vota sì

Genova. Partito Democratico unico sostenitore della riforma costituzionale all’interno del Consiglio regionale della Liguria. La seduta monotematica straordinaria organizzata per discutere del referendum del 4 dicembre ha infatti visto l’assenza giustificata in aula del gruppo Area Popolare-Ncd. Tutti per il no, invece, centrodestra, M5S e Rete a Sinistra.

“Sulla carta il 70% delle forze politiche sono contro alla riforma, noi il referendum l’abbiamo già vinto visti i sondaggi, sulle spalle del Pd c’è il peso di essere riformatori. – ha commentato il consigliere Giovanni Barbagallo (Pd) -. Un voto per semplificare la governance del Paese, velocizzarlo e ammodernarlo a dispetto delle convergenze dall’estrema sinistra all’estrema destra, dettate dalla volontà di esprimere un giudizio politico per bocciare il Governo Renzi, senza entrare nel merito della riforma”.

“E’ stata fatta dalla direzione del Partito Democratico una violenza alla Carta costituzionale, – ha replicato Angelo Vaccarezza (Forza Italia) – da un Governo non eletto da nessuno. La
Costituzione non è un programma elettorale che un partito fa per restare al potere, sono le regole del gioco, l’obiettivo della riforma è consentire a Renzi di restare alla presidenza del Consiglio nel 2018, voterò no perché ho il maledetto vizio di voler scegliere chi mi governa”.

“La nostra economia ci guadagna se una Camera fa leggi in 70 giorni anziché in 300, il partito unico da Il Manifesto a Casapound non lo capisce, – ha commentato Pippo Rossetti (Pd) -: ci saranno 315 posti di Senatori in meno nel nostro Paese, voto sì perché sono cose che chiediamo da quarant’anni”.

Ancora. “Una riforma fatta da una minoranza in un parlamento delegittimato dalla stessa Corte Costituzionale spaccando il Paese” ha attaccato il capogruppo di Rete a Sinistra Gianni
Pastorino. “Non è una riforma democratica, crea un Senato di nominati che diventerebbe una camera con un continuo valzer di poltrone tra consiglieri regionali e sindaci” il pensiero del capogruppo della Lega Nord Alessandro Piana.

“Il 4 dicembre sarà un voto sulla Costituzione, non sul Governo Renzi – ha concluso Juri Michelucci (Pd) -, si vota per migliorare la parte organizzativa della nostra Carta mantenendo
inalterati i principi fondamentali, per dare velocità e certezza al nostro sistema democratico”. “Una schiforma, – l’affondo di Alice Salvatore (M5S) – tutti gli italiani devono sapere che è un referendum senza quorum, andate a votare, per dire no a un Senato di cento nominati”.