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Porto di Genova, M5S: “Signorni vicino a cricca Mose, nomina inopportuna”

Genova. “Una scelta assurda, inopportuna, come avevamo denunciato settimane fa, nel silenzio assordante di tutte le forze politiche, strette intorno a una figura controversa, il cui nome compare in una serie di intercettazioni da cui emerge che nel luglio 2011 si era fatto pagare le vacanze da Giovanni Mazzacurati, patron del Mose, quando ricopriva il ruolo strategico di capo dipartimento del Cipe, ruolo chiave per decidere quali fondi erogare in via prioritaria.”

Lo dice Alice Salvatore, portavoce del MoVimento 5 Stelle Liguria, commentando la fresca nomina di Paolo Emilio Signorini all’Autorità portuale del Mar Ligure Occidentale, approvata oggi in Commissione Trasporti alla Camera.

“In perfetta sintonia, il Partito Unico spinge Incalza al porto, in barba ad ogni ragione di opportunità e agli interessi di un ente strategico per il futuro di Genova e della Liguria – prosegue Salvatore – A Toti abbiamo chiesto a gran voce (invano) una spiegazione, quale membro dell’Autorità portuale e primo sponsor di Signorini: perché nominare il delfino di Incalza in un ruolo chiave come il comando di uno dei principali motori di città, regione e Paese?”

“Visti i trascorsi di Signorini che ne hanno evidenziato la vicinanza alla cricca di imprenditori veneti interessata al Mose – spiega Salvatore – ci viene spontaneo domandarci se la sua nomina sarà propedeutica a sdoganare nel Mar Ligure, area di competenza che oggi gli viene affidata con questo incarico, un’altra grande opera come la piattaforma Maersk, che a tutt’oggi non trova una giustificazione economica nel mercato sempre più in crisi delle maxi portacontainer.”

Pronta la replica del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti: “All’epoca degli episodi contestati Signorini non è stato né indagato e neppure ascoltato come persona informata dei fatti. Oggi è stato votato alla Camera alla quasi unanimità con solo 2 voti contrari. E rilevo infine che parte delle accuse mosse a Incalza sono state archiviate. Di cosa stiamo parlando?”