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Il patto per la città vale 110 milioni di euro: altri 23 milioni sul dissesto, 30 per Erzelli

Genova. “Un patto tra istituzioni e tra comunità. Un passaggio importante, solenne per la città di Genova”. Così il sindaco Marco Doria definisce il “Patto per Genova” siglato questa mattina con il premier Matteo Renzi, a Palazzo Tursi. Il patto ruota attorno ad alcuni assi forti: al primo posto, il ribadito impegno per la lotta al dissesto idrogeologico, con nuovi fondi previsti per opere sui torrenti Chiaravagna, Vernazza e Sturla, non precedentemente finanziate da Italia Sicura. Secondo capitolo, le infrastrutture con “l’essenzialità del collegamento ferroviario ad alta capacità tra Genova e Milano, la necessità del recupero dei ritardi nella riqualificazione del nodo ferroviario di Genova, la realizzazione della stazione ferroviaria di Genova Aeroporto, chiave in vista del collegamento con gli Erzelli, la prosecuzione della metropolitana verso piazza Martinez, Terralba e, in prospettiva, l’ospedale San Martino”, elenca Doria.

renzi a genova patto per la città

In questa voce rientrano anche finanziamenti per l’acquisto di nuovi autobus. Altro asse chiave del Patto, la riqualificazione urbana con rinnovate risorse per il completamento del Parco scientifico-tecnologico sulla collina di Erzelli, per cui viene ufficializzato l’impegno politico a individuare un commissario come per Expo, e l’avvio della realizzazione del Blueprint.

Ulteriore asse riguarda il miglioramento della qualità della vita in città con fondi per riqualificare beni confiscati alle mafie e spazi e strutture, come i forti di Genova, acquisti a titolo non oneroso dal Demanio. A riguardo, il Patto prevede anche la sdemanializzazione non onerosa della fascia rispetto di Pra’ e delle aree di Voltri su cui insistono l’impianto sportivo e la sede del MunicIpio. Ultimo capitolo, la cultura. “Genova- conclude il sindaco- si propone come grande città d’arte, di cultura per cittadini e per chi viene a visitarla da fuori. Interventi specifici sono previsti nella valorizzazione del patrimonio museale, con la realizzazione del grande museo nazionale dell’emigrazione, e nel potenziamento di istituzioni esistenti come il teatro Carlo Felice”.

Gli stanziamenti previsti dall’accordo tra Comune e governo ammontano a 110 milioni e sono affiancati da una serie di impegni politici. Tra le macro voci per i nuovi investimenti, 10 milioni vanno al settore mobilità e infrastrutture, 8,5 milioni per la riqualificazione dei forti e dei beni confiscati alla mafia, 11 milioni per interventi diffusi sulle strade metropolitane, 23,5 milioni per interventi di messa in sicurezza idrogeologica. Ulteriori 30 milioni verranno stanziati dal governo per la realizzazione del Parco scientifico e tecnologico di Erzelli, mentre 13,5 milioni si andranno ad aggiungere al Blueprint per la riqualificazione delle aree ex fieristiche. Identica cifra anche per la cura della città e la cultura che prevede, tra gli altri, interventi alle piscine di Nervi e Voltri, a Villa Gentile, la realizzazione del museo dell’emigrazione, la riqualificazione di Palazzo Reale e di Palazzo Rosso.

Inoltre, è previsto l’impegno del governo a far rimanere nel capoluogo ligure i risparmi derivati dai ribassi d’asta per le opere previste nel piano di Italia Sicura. “Condivido la necessità di interventi sul dissesto e il recupero dei ritardi sugli interventi previsti per infrastrutture e trasporti- afferma Renzi- una realtà come Genova, il cui protagonismo nel futuro è sotto gli occhi di tutti, rischia di essere messa in discussione se non c’è un sistema di infrastrutture degno di questo nome”. Il premier ringrazia, poi, Doria per “l’attenzione mostrata ai conti pubblici: se non lo fanno i genovesi- scherza Renzi- figuriamoci il resto del paese. E’ una tradizione molto forte che vi fa onore”.

Il presidente del Consiglio rispedisce al mittente le accuse di centralismo. “Il sindaco Doria- dice- ha vinto le elezioni, come il presidente della Regione Toti, ciascuno di noi ha le proprie valutazione di natura politica, ma quando lavoriamo sul piano istituzionale il nostro compito è di collaborare perché le singole realtà possano raggiungere gli obiettivi. Il governo non inserisce valutazioni di merito sui singoli progetti ma vuole aiutare il Comune di Genova a realizzarli, nel rispetto delle scelte elettorali dei cittadini”. Il premier sottolinea come il patto sia un impegno: si può avere un progetto se c’è una visione. Doria ha raccontato con forza la visione di questa città; città di cultura non solo perché è bella ma perché produce cultura, che non vuol dire solo mostre ed eventi ma uno sguardo sull’uomo di oggi che non si limiti a essere solo algoritmi sui social network ma persona”