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Nodo ferroviario di Genova: in consiglio regionale approvato un ordine del giorno all’unanimità

Genova. Garantire l’occupazione e la prosecuzione dei lavori, chiarire i rapporti tra Fer.gen e Italfer/RFI, convocare immediatamente la stazione appaltante per evitare un’altra gara in caso di rescissione del contratto. Questi i punti emersi dall’incontro, avvenuto a margine del consiglio regionale odierno, fra capigruppo, organizzazioni sindacali e i lavoratori dei cantieri del nodo ferroviario genovese. A rischio oltre 100 posti di lavoro e i licenziamenti potrebbero scattare già il prossimo 7 dicembre

Per questo tutto il consiglio ha votato all’unanimità un ordine del giorno. “I lavori non si possono fermare e devono andare avanti non solo perché sono necessari al Terzo Valico, ma anche perché sono fondamentali per la mobilità genovese, rappresentando un tassello importante per l’integrazione ferro-gomma. Oltre a questo, poi, è necessario garantire l’occupazione dei lavoratori che sono stati impiegati nel nodo di Genova. E proprio per questo la Giunta regionale deve incontrare al più presto Italferr/Rfi, affinché vengano garantiti sia il prosieguo dei lavori sia i livelli occupazionali”, dichiarano i consiglieri regionali Raffaella Paita, Giovanni Lunardon e Valter Ferrando.

“I sindacati avanzano richieste molto puntuali: anzitutto se la Regione è in grado di fare chiarezza sul contratto stipulato da Fer.gen e Italfer/RFI. Perché stiamo assistendo al gioco dei rimpalli? L’accordo è già stato rescisso? Se così fosse, chiediamo sia applicata velocemente la clausola di subentro – dichiara il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino, estensore dell’ordine del giorno – Sappiamo trattarsi di uno strumento straordinario, ma ci sono precedenti in cui è stato applicato molto positivamente. Del resto una graduatoria c’è: ripetere la gara d’appalto sarebbe controproducente, provocherebbe ulteriori ritardi e un danno da 3 milioni di euro”.

Il nodo ferroviario genovese, che doveva essere consegnato entro quest’anno, oggi è completo solo al 35% e rischia di diventare l’839a opera incompiuta di questo Paese. Un’opera strategica per il capoluogo ligure, che prevede tratte quadruplicate fra Volti e il centro e il consolidamento della rete sotterranea fra Principe e Brignole. “Quindi non basta la generica solidarietà: i cantieri devono proseguire, i posti di lavoro vanno garantiti. Questo è il settore che ha pagato il prezzo più alto, in termini di occupazione – sottolinea Pastorino -.Ma il “peccato originale” è il massimo ribasso, come in tanti altri casi: non è realisticamente sostenibile un taglio del 25,7% su una gara da 622 milioni. Scontato che poi un appalto del genere vada in crisi, a causa delle variazioni in corso d’opera e degli oneri nel conferimento dello smarino”.

Il M5S esprime solidarietà ai lavoratori e chiede a Toti di convocare subito un tavolo con Rfi. “L’emergenza occupazionale e l’assenza di adeguati servizi pubblici di trasporto per i cittadini mi portano a questa riflessione: da Presidente di Regione, al posto di Toti, convocherei subito un tavolo con Rfi e rimetterei in discussione il contratto di servizio (oggetto di trattativa in questi giorni), perché se l’azienda non garantisce l’occupazione dei 100 lavoratori edili coinvolti dalla crisi Fergen, a rischio di licenziamento il 7 dicembre, e se RFI da stazione appaltante e committente non garantisce che i lavori del nodo ferroviario si concludano al più presto (dovevano essere terminati entro il 2015 e invece sono solo al 35% della loro realizzazione, grazie ai soliti appalti al massimo ribasso…), non sta scritto da nessuna parte che Regione Liguria, che rappresenta l’interesse dei cittadini, debba per forza stipulare proprio con RFI il contratto di servizio”. Lo dice Alice Salvatore, portavoce del MoVimento 5 Stelle Liguria, a margine dell’incontro con i lavoratori in Consiglio regionale, da cui è nato un l’ordine del giorno approvato oggi in Aula.