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Nel cuore di Genova un ambulatorio per gli “ultimi”: posata la prima pietra in via Prè

"La casa del re" è destinata a donne e bambini in difficoltà e ai migranti

Nei vicoli di Genova nasce il primo ambulatorio destinato agli “ultimi”. E’ questa la filosofia della Fondazione Rava, che da anni collabora con la Marina militare per portare soccorso alle persone più disagiate, dai profughi soccorsi in mare alle popolazioni del terzo e quarto mondo e che oggi ha posto la prima pietra di un ambulatorio, “La casa del re”, destinato a donne e bambini in difficoltà e ai migranti in una delle strade più antiche di Genova: via di Pre’.

Alla cerimonia ha preso parte anche il ministro della Difesa Roberta Pinotti. “Un bellissimo segnale – ha detto accingendosi alla inaugurazione del cantiere i cui lavori termineranno entro il febbraio 2017 – sono molto felice per un progetto che inauguriamo in concomitanza con il 20 novembre, la Giornata mondiale per i diritti del fanciullo, e lo facciamo nella città antica dove ci sono contraddizioni e difficoltà”.

Via Pre’, cantata da De Andrè, è il ventre di Genova, uno dei vicoli più intriganti, contraddittori, multietnici di Genova, dove alta è la percentuale di migranti e degli “ultimi”. Un luogo straordinario e crudele che molti percepiscono come insicuro: “l’apertura della pediatria in un punto così, immerso in un quartiere vicino al porto, crocevia da sempre per l’arrivo di tante persone credo sia un bellissimo segnale”, ripete Pinotti.

“Si tratta di un’iniziativa di grande importanza – ha detto la presidente della Fondazione Rava, Francesca Rava -, per l’impatto sociale e come risposta ai bisogni concreti e quotidiani di mamme e bambini, spesso immigrati, il cui accesso alle cure è difficile. E poi – ha concluso – per la prima volta un edificio tutelato dalla Soprintendenza si apre a un progetto sociale”.