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“Mutandoni poetici” per nascondere i nudi d’artista fotogallery

Genova. Dai “mutandoni” dipinti sul giudizio universale di Michelangelo alle sculture “inscatolate” dei musei capitolini durante la visita del premier iraniano, fino all’ultimo capitolo, tutto genovese, con una galleria d’arte che autocensura una mostra di nudi. Succede alla “bottega di Marco Locci”, nel cuore del centro antico, dove le opere della mostra “sesso unico”, le installazioni, le sculture e i dipinti di Marco Locci, Daniel Bec e Ivo Vassallo, sono stati coperti con “cartoncini” che riportano motti o frasi poetiche.

quadri nudo

Una decisione dolorosa, nata nei giorni immediatamente successivi l’allestimento. “Il giorno dopo che avevamo messo su la mostra – spiega il gallerista Marco Leccisi – appena aperta la saracinesca abbiamo sentito i primi commenti scandalizzati e mi sono preoccupato. Dopo aver pensato a come poter risolvere la situazione ho recuperato questi cartellini, che aveva fatto mia madre in estate e li ho collocati nelle parti più osé delle opere d’arte”. Alla fine i quadri, così mimetizzati, assumono anche una loro particolarità estetica ma, in ogni caso, questa scelta è stata molto pesante da subire.

“Di giorno sono tutti moralisti – continua Leccisi – ma la sera vorrei essere una mosca che entra nelle loro case per vedere cosa combinano. I commenti sentiti, comunque, mi hanno un po’ preoccupato e allora ho trovato questo compromesso. I cartelli sono anche abbastanza carini e danno l’idea del vedo non vedo. Da fuori non si vede nulla ma, se uno vuole entra legge il cartellino e magari guarda dietro per scoprire. l’opera d’arte”.

La “censura” alla nostra di nudo, pero, ha già fatto scattare la protesta della rete. “Oggi è morta l’arte – scrive il blog Il salottoartegenova – oggi migliaia di anni di storia e cultura sono venuti a mancare” che invita a firmare le petizioni contro la censura che circolano nel web, e tanti artisti si sono dati appuntamento alla galleria per l’inaugurazione della mostra.