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Mentelocale e il sottotazzina per il SI al referendum: il proprietario rinuncia all’iniziativa

Musso: "Non voglio che i miei dipendenti si trovino in difficoltà"

Genova. “Votare sì non è la quadratura del cerchio ma è un bel passo avanti”. Il foglietto, incastrato tra la tazzina e il piattino del caffè servito questa mattina al Mentelocale di Palazzo Ducale ha fatto arrabbiare in molti. Oggi a palazzo Ducale arrivava il premier Renzi e a otto giorni dal referendum il clima tra gli schieramenti è giustamente rovente.

Tra gli infuriati (ma questa foto sta facendo da ore il giro dei social) il presidente del Municipio Valbisagno Agostino Gianelli: “Ho chiesto spiegazioni – dice il presidente – e il cameriere mi ha risposto che aveva ricevuto ordine di mettere il volantino sotto la tazzina. Il caffè l’ho pagato ma non bevuto. Chiaramente non sarà più un bar che frequenterò”. Qualcuno ha messo in mezzo anche Palazzo Ducale, ma Luca Borzani ha subito precisato: “Si tratta di un’iniziativa di un privato che ha uno spazio all’interno di palazzo Ducale, ma nulla c’entra con palazzo Ducale.

Lui, Eugenio Musso, proprietario della catena di caffetterie, spiega così l’iniziativa: “Sono favorevole al sì e avevo pensato che potesse essere un’iniziativa un po’ diversa, visto che di dibattiti ce ne sono ovunque e noi facciamo duemila caffè al giorno. Abbiamo preparato un messaggio che credevo poco aggressivo e tutto sommato simpatico e l’idea era quella di portare l’iniziative in tutte le nostre caffetterie”.

Così però non sarà. Dopo le polemiche della mattina Musso ha deciso di rinunciare: “In molti si sono arrabbiati, ma quel che non voglio è che ci vadano di mezzo i miei dipendenti che indipendentemente da come votano, rischiano di dover rispondere ad accuse o insulti. Avevo sottovalutato quest’aspetto”.

I sottotazzina quindi sono spariti, ma Musso precisa: “Spero sia chiaro che non si tratta di una furbata commerciale, visto che in molti si solo lamentati e forse da noi non verranno più davvero”.