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Lorenzin a Genova, Nidil Cgil: “Tour elettorale, ecco tutte le gaffe con i precari del Gaslini”

Genova. “Il tour sanitario elettorale (per il referendum) della ministra Lorenzin a Genova è stato caratterizzato al Gaslini da una serie di gaffe e da osservazioni inopportune che vanno riprese e rese pubbliche”. Così Laura Tosetti, Segreteria Generale Nidil Cgil Genova ha commentato la visita del ministro.

Nell’ospedale pediatrico genovese la ministra è stata circondata da una delegazione di ricercatori precari. “Di fronte a un cartello mostrato da una ricercatrice in cui erano scritti gli anni di precariato (27 anni) ha affermato: “Ah, ma tra un po’ va in pensione!”. Ignorando, forse, che i precari non hanno pensione, ma solo anni di sfruttamento alle spalle”, spiega Tosetti.

“Altra gaffe. Quando una ricercatrice le ha chiesto: “Perché non mettere in atto una sanatoria per risolvere il problema cronico del precariato della ricerca?”, la ministra ha fatto la maestrina: “Ma che brutta parola “sanatoria”! non voglio proprio sentirla!”, come se persone che lavorano da più di 20 anni nello stesso Ospedale non meritassero di essere ascoltati nelle proprie richieste”.

“Terza gaffe, anzi bugia – sottolinea la sindacalista – In riferimento alla cronica precarietà dei ricercatori del Gaslini, con una media di 15 anni (minimo 10 anni, massimo 27 anni) la ministra afferma: “Non preoccupatevi perché siete solo una minoranza!”. Dimostrando con ciò di non conoscere affatto la realtà degli IRCCS italiani: ovunque, e in particolare quella del Gaslini, ci sono ricercatori precari da decenni”.

“Quarta gaffe: a una ricercatrice (laureata in biologia, 22 anni di precariato, dottorati, ecc.) si rivolge chiamandola “signora”, forse ritenendo che anche l’interessata non sia laureata. Come non lo è la ministra, la quale, evidentemente, ignora che, per svolgere ricerca scientifica d’alto profilo come quella del Gaslini, occorrono anni e anni di lavoro oltre a una laurea”.

Al sindacato che dà voce agli oltre cento ricercatori precari del Gaslini che le chiedeva un breve colloquio e di intercedere con la Regione per smuovere la trattativa in corso, “ha ricordato l’automia delle regioni e scappando via di corsa ha risposto – mostrando con chiarezza i motivi del suo tour – di votare sì al referendum”.