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L’Olimpia compie l’impresa: la Burlando è battuta risultati

Grande prestazione dei biancoazzurri che infliggono la prima sconfitta alla capolista. Dietro vince il Masone, nuovo secondo. Torna a vincere il Cà de Rissi. Bene anche Mariscotti e Bolzanetese

Clamoroso al “Cibali”, così recitava una delle più note radiocronache di Sandro Ciotti, quando il Catania sconfisse l’Inter nel lontano 1961 contro tutti i pronostici. In questo caso si dovrebbe di re: “Clamoroso ai 3 Campanili”.  Già perché tutto era contro l’Olimpia alla vigilia del match contro la Burlando, panzer imbattuto dopo sette turni, pronta a fare un sol boccone dei biancazzurri, che invece di punti ne avevano meno della metà.

Invece l’imprevedibilità del calcio regala esiti imprevisti, anche che una squadra capace di raccogliere 18 punti in 7 partite, subendo solo 5 reti, ne incassi tre tutte in una volta da una squadra che si presentava, sulla carta assolutamente inferiore. L’Olimpia invece tira fuori organizzazione, energia e compattezza di squadra tiene benissimo il campo per un tempo, e sfrutta le occasioni che si creano.

C’è anche un po’ di fortuna, mista alla bravura di Penchi portiere che respinge il rigore di Incandela calciato al 60° e poi nella prodezza di Scibilia che su punizione, cinque minuti dopo, porta vanti i suoi. Al 75° raddoppio di Cherubini che mette in sicurezza (apparente) il parziale. Burlando stordita, ma non morta che riapre i giochi a 10’ dal termine con Scigliano, ma che subisce, proprio su rigore il definitivo 3-1 ancora con Scibiglia. Vittoria sudata e meritata per l’Olimpia; sconfitta che non cambia quanto fatto dai gialloblù, che restano saldamente al comando, ma che fa scoprire a Bernini e compagni, di essere “mortali”.

Il primo passo falso della capolista, rilancia le ambizioni, mai sopite in realtà, delle altre pretendenti. Un nugolo di squadre, capitanate dal Masone (secondo con 15 punti a -4 dalla Burlando), insegue in zona playoff. In realtà è proprio la zona spareggio che è ancora molto affollata e che vede continui cambiamenti, con sei squadre in tre punti.

Come detto la prima fra queste è il Masone, che supera il Begato, e sale al secondo posto grazie alla sua seconda vittoria consecutiva in trasferta. A Campo Ligure si gioca un derby “appeninico” fra due paesi distanti appena 5km, ma da ben 10 punti in classifica. Già perché se i biancoblù sono in lizza per la promozione, i cugini verdiblù non riescono più a vincere dalla partita contro l’Atletico Quarto del 16 ottobre.

In realtà la partita è combattuta, l’aria da derby si sente e nessuno vuole perdere, ma al 23° Saverio Macciò sblocca la partita su calcio di rigore e il primo tempo termina 0-1. Nella ripresa a vincere sono per gran parte del tempo le difese, poi un lampo di Ottonello, permette al Campo Ligure di pareggiare. Ma in due minuti il Masone torna avanti e poi chiude il match. All’85° Parodi riporta in vantaggio gli ospiti e un minuto dopo tocca al ritrovato Minetti siglare il definitivo 1-3 che dà al Masone il derby e la consapevolezza di avere i nuovo una delle sue punte di diamante.

Il Begato invece rallenta, bloccato sul pari da una coriacea Sarissolese che trova un punto importante in chiave salvezza. Dopo un tempo a reti bianche, molto combattuto e con gli ospiti attenti a chiudere tutti gli spazi, nella ripresa il Begato prova a cambiare ritmo e riesce a mettere in difficoltà la Sarissolese. Al 47° Marcenaro si divora il vantaggio da pochi passi, mancando letteralmente il pallone. Poco male, perché al 52° Giampieri riesce a trovare la via del gol per il parziale 1-0.

La Sarissolese si scuote e capisce di non avere più nulla da perdere. Al 70° Scaduto colpisce una clamorosa traversa su punizione. Poco dopo è invece Oliva che blocca a terra un gran tiro dell’attacco ospite. All’85°, però Scaduto riesce a trovare la via del gol, impattando il risultato e conquistando un punto meritato. Per il Begato la delusione per aver perso due punti a 5’ dalla fine, le “aquile” comunque restano l’unica squadra imbattuta del campionato.

Dopo il passo falso di sette giorni fa, la Bolzanetese Virtus ritrova l’appuntamento con i 3 punti e rimane nella zona alta della classifica, vincendo lo scontro diretto contro un Mele sprecone e poco accorto. I gialloblù infatti passano in vantaggio dopo 5 minuti con Reina, ma non riescono a chiudere la partita nel primo tempo. Nella ripresa quindi esce la Bolzanetese che dopo dieci minuti pareggia con Civello e all’80° agguanta la vittoria grazie al gol di Pascale. Il Mele perde quindi strada rispetto al gruppo in zona playoff.

Vince di misura il Mariscotti che espugna il campo dell’Anpi Casassa e sale al terzo posto. Decide la rete al 43° di Egelonu che basta alla squadra ospite per avere la meglio. L’Anpi dimostra di essere in crisi di risultati, incassando la quinta sconfitta in otto gare, mente per il Mariscotti, un campionato fin qui in ascesa.

Torna a vincere il Cà de Rissi, dopo che nelle ultime 4 uscite aveva racimolato zero punti. Contro l’Atletico Quarto è decisivo Benvenuto che gira in porta un corner di Bertolini al minuto 57. I gialloblù fanno troppo poco e si dimostrano poco incisivi. Per i biancorossoblù tre punti fondamentali, oltre che per la classifica (grazie alla vittoria odierna si riportano a ridosso della zona playoff) anche per il morale. Atletico invece in difficoltà, con la vittoria che manca dalla seconda giornata. Da allora quattro sconfitte e due pareggi. Troppo poco per evitare i playout.

Chiude il quadro di giornata, il pareggio fra Rossiglionese e Don Bosco con i granata che giocano bene sfiorano l’impresa contro una Rossiglionese forse troppo presuntuosa dopo i buoni risultati delle ultime uscite. I bianconeri infatti vanno sotto dopo appena cinque minuti. Ariotti serve Calasso che non sbaglia e porta in vantaggio gli ospiti. Il pareggio arriva solo su rigore al 60° trasformato da Carnovale. Un pari che non è utile nè a una, né all’altra squadra, ma che dà continuità alla Don Bosco, al terzo 1-1 consecutivo. Per i granata un punticino che li avvicina a chi sta davanti.