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Lo “strano” caso del bus 82, nuovo capolinea ma i passeggeri restano fuori al freddo. fotogallery

In settimana nuovo incontro tra comune e municipio. Ma alla fine gli spazi per la nuova fermata saranno quelli della parrocchia.

Genova. L’autobus fermo al capolinea, completamente vuoto e, dall’altro lato della strada, i passeggeri in attesa, magari sferzati dal vento gelido che caratterizza le alture di Genova. È quello che accade, da alcuni giorni, nel quartiere di Quezzi dove lo spostamento del capolinea del bus n. 82, fortemente voluto dai residenti, ha creato una situazione paradossale. Amt, infatti, da un lato ha accolto le richieste dei cittadini ma dall’altro ha emanato un ordine di servizio nel quale specifica agli autisti che, oltre al nuovo capolinea di Piazza S. Maria di Quezzi ci sono differenti modalità di manovra.

Capolinea 82

“Durante la sosta – specifica la nota – non è consentita la permanenza di passeggeri a bordo del bus. All’orario di partenza i bus effettueranno la manovra di inversione di marcia senza passeggeri a bordo effettuando la fermata all’ex capolinea”. Una scelta dovuta a motivi di sicurezza, visto che non è possibile eseguire manovre con i passeggeri a bordo, ma che ha provocato forte malumore tra gli abitanti, costretti ad attendere il mezzo pubblico in una pensilina che qualcuno ha già provveduto ad arredare con qualche sedia di plastica.

Nessuno lo dice ma, a mezza voce, si parla di una ripicca nei confronti dei cittadini “colpevoli” di aver chiesto lo spostamento dei bus. D’altra parte i mezzi pubblici, prima, erano proprio sotto le case e davanti ai negozi, spesso tenevano i motori accesi per il riscaldamento o l’aria condizionata, e questo, oltre all’inquinamento acustico, rendeva praticamente impossibile aprire le finestre a chi abita nei palazzi della piazza. Da qui la richiesta al municipio e la decisione di modificare la viabilità con un risultato che ha, però, accontentato solo poche persone.

“Noi avevamo avvertito le persone che la situazione sarebbe stata quella – spiega l’assessore ai trasporti del Comune di Genova, Anna Maria Dagnino – anche perché è impossibile che i bus possano fare manovra con le persone a bordo e, in quella piazza, è necessario fare una breve retromarcia prima di raggiungere la fermata. Noi sappiamo che la gente che vede l’autobus e si trova costretta ad aspettarlo alla fermata di fronte, al freddo, non capisce. Ma il problema è che non si può salire perché andrebbe contro tutte le normative”.

“Certo che con questa soluzione gli autobus non danno fastidio a nessuno ma sciuscià è sciurbi’ nu se peu”, dice l’assessore Dagnino che, comunque, ha già pronta una nuova proposta per il quartiere. “Noi abbiamo già pronto un progetto alternativo, che sistema il capolinea tra la chiesa e l’oratorio, un progetto serio, fatto bene, – spiega Dagnino – ma il municipio ci ha stoppato e ha preferito la scelta di compromesso”. Adesso, quindi, la parola passa al Municipio che dovrà decidere che cosa fare in quell’area.

“Per noi questa è stata una sperimentazione e, già la prossima settimana, incontreremo l’assessore per chiedere di intervenire sull’ordine di servizio. Basterebbe interpretarlo con un minimo di elasticità, ma se non ci sono alternative dovremo chiedere una modifica”, spiega il presidente del municipio Bassa Val Bisagno, Massimo Ferrante. “Il problema era molto serio, tanto che noi avevamo chiesto di sanzionare gli autisti che tenevano i motori accesi e, di conseguenza, abbiamo dovuto trovare una soluzione al problema. Noi avevamo tentato di mediare anche con la parrocchia ma, a questo punto, se non sarà possibile intervenire sull’ordine di servizio, dovremo chiedere alla chiesa uno sforzo per trovare la giusta collocazione per i bus”, conclude.