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“Liguria senza confronto e senza risposte”. Toti scrive a Renzi

Caro Presidente Renzi,

Siamo lieti della sua attenzione per la città di Genova e della volontà di destinarle alcune delle risorse che attende da anni.
Sono però costretto a sottolineare e a stigmatizzare la totale assenza di ogni contatto con Regione Liguria e con molte altre istituzioni di primaria importanza per il territorio, contatti utili a definire le priorità strategiche per la destinazione di quei fondi. Il suo Governo ha a disposizione, ormai purtroppo da mesi, tutti i documenti che ci siamo premurati di farvi avere per spendere al meglio i soldi dei cittadini da utilizzare per il nostro territorio. Più volte abbiamo sollecitato un confronto con i ministeri competenti e con la Cabina di regia che Palazzo Chigi ha voluto istituire per concordare – così era stato detto – le esigenze, la necessità e l’urgenza di ogni opera che riguardasse infrastrutture, cultura e sviluppo in genere. Tale confronto non è mai avvenuto o quanto meno, nelle rare occasioni in cui c’è stato, non ha prodotto alcun frutto. Eppure sono molte le esigenze del nostro territorio: il rinnovo del parco ferroviario tra i più vetusti d’Italia, le opere strutturali necessarie a rendere competitivo il Porto di Genova, il miglioramento delle vie di comunicazione su gomma e su ferro e molto altro ancora. Tutto dettagliato e aggiornato nei documenti presentati al suo Governo all’inizio del nostro mandato, molti dei quali ereditati addirittura dalla precedente, decennale amministrazione. Richieste che non riguardano solo la città di Genova, che pure ci sta molto a cuore, ma l’intero territorio regionale e quel sistema dei porti che proprio voi avete voluto accorpare in un unico ente. Un solo esempio: nell’attuale legge di stabilità, il Governo ha deciso di finanziarie il parco tecnologico Human Tecnopole di Milano, nonostante non esista ancora un progetto definitivo e concreto. Non è accaduta la stessa cosa per il parco tecnologico di Erzelli, di cui personalmente le avevo parlato durante il nostro ultimo incontro. Pur augurandoci che la sua visita genovese porti un concreto contributo ai nostri sforzi per rilanciare la Liguria, questo modo di agire totalmente autoreferenziale e privo di dialogo e confronto rischia di trasformarsi in un boomerang per noi e in uno spot privo di contenuti per il suo Governo.

Come Presidente di Regione mi corre poi l’obbligo di sottolineare situazioni che meriterebbero la sua attenzione per la loro drammaticità, anche fuori dalla città di Genova, che pure sta soffrendo gravi problemi occupazionali, in ultimo il caso Ericsson sul quale nessuna risposta abbiamo avuto dal suo Governo. Mi riferisco alla difficile situazione che sta vivendo la provincia di Savona, riconosciuta dal suo stesso esecutivo come “Area di crisi complessa”, dove centinaia, anzi migliaia di lavoratori rischiano di perdere il proprio lavoro. Così come diverso, ma ugualmente drammatico, è il caso di Ventimiglia, che da mesi, anzi, ormai da anni, vive sulla sua pelle il tragico problema dell’immigrazione clandestina del nostro Paese. Anche di questo – un problema certo non assente dalla città di Genova che lei visiterà – avevamo chiesto di poterle parlare e confrontarci insieme ai colleghi Roberto Maroni e Luca Zaia.

Ma anche in questa circostanza siamo rimasti senza risposte. Detto ciò e con l’amarezza di non aver potuto concordare con la leale collaborazione che la Costituzione prevede tra Istituzioni il senso del suo viaggio, i suoi scopi e le nostre necessità, restiamo comunque a disposizione affinché la firma di un fantomatico Patto, di cui solo la stampa sembra oggi a conoscenza, non si trasformi in inutile dispendio di tempo o pura propaganda. Ma forse ho equivocato il senso del suo viaggio e si tratta solo di un comizio del segretario del Partito Democratico. In tal caso le auguro buon soggiorno a Genova e l’attendo nella sua veste istituzionale per affrontare tutti i problemi irrisolti che mi sono permesso di sottolineare in questa lettera.

Giovanni Toti