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La Pro Recco Rugby si racconta in una doppia intervista a Galli e Villagra

Lisandro Villagra e Diego Galli raccontano la propria vita rugbistica da giocatori e allenatori. Due uomini per un solo obbiettivo: la promozione

Sulla panchina biancoceleste fisicamente ne siede solo uno (in realtà neanche uno, visto che anche quello che sta in panchina è sempre in piedi!) ma, i coach alla guida degli Squali, come molti sanno, sono due: Diego Galli, ex pilone e numero 3 del “tris di primi” Casareto-Noto-Galli, una delle prime linee più forti degli anni recenti e forse di tutta la storia biancoceleste, e Lisandro “Lichi” Villagra, che le partite le vive ancora anche dal campo, col numero 9 sulla schiena, “cerniera” di prima grandezza ed immensa esperienza tra il pacchetto di mischia e i trequarti.

Ecco la loro intervista doppia! Un ex pilone ed un mediano di mischia, tra ricordi, emozioni e un grande sogno comune.

 

Nome, cognome, luogo e data di nascita.

Diego Galli, Rapallo 11/12/1981

Lisandro Villagra, Cordoba, Argentina, 21/05/1976.

 

Ruolo quando in campo.

DG: Pilone, Dx-Sx-Centrale (Cit. Manuel Ferrari).

LV: Mediano di mischia.

 

l primo ricordo del tuo arrivo a Recco.

DG: Ci ho praticamente sempre giocato.

LV: Mi ricordo che sono arrivato, sono entrato nella club house e mi sono detto: “questo mi ricorda un club argentino, dove si vive la club house tutti insieme” e mi è rimasto impresso.

 

La partita in biancoceleste che ti ricordi di più e perché.

DG: Tante Partite… Una sicuramente è la finale di Calvisano, per la cavalcata epica di quella stagione: primi in campionato per la prima volta nella storia, primi playoff e prima finale.

LV: Contro Colorno in casa nella stagione 2013/2014. Venivano da stra-favoriti e abbiamo vinto noi 52-5.

 

Il tuo più bel ricordo da Squalo o da coach.

DG: Sicuramente il Carlo Androne pienissimo alla prima semifinale della nostra storia, nel 2013: entrare in campo quel giorno da giocatore mi ha fatto venire la pelle d’oca, una grandissima emozione.

LV: Essere arrivato in finale contro la capitolina nel 2013: il fatto di essere stato parte del gruppo che ha portato Recco per la prima volta ad una finale di Serie A mi fa molto piacere.

 

L’avversario più forte contro cui hai giocato.

DG: Sicurmente il nostro avversario di lungo corso: i Lyons Piacenza e, nello specifico, tutta la prima linea Lyons delle stagioni che poi li hanno portati in Eccellenza.

LV: In tutta la mia carriera, Gloucester in una coppa europea, quando giocavo nel GRAN Parma: abbiamo preso 95 punti.  Con Recco credo il Reggio Emilia dell’ultima finale, una squadra molto ordinata e soprattutto molto fisica.

 

Il compagno più forte con cui hai giocato.

DG: Ne ho avuti diversi di ottimo livello ma, sicuramente, Juan Manuel Lopez mi ha supportato tanto nella crescita in un ruolo non facile come quello di pilone destro.

LV: In tutta la mia carriera è stato Sonny Parker, neozelandese che giocava con me a Viadana alla fine degli anni ’90. Della Pro Recco ne nomino due: la nostra apertura Bastien Agnel e Juan Manuel Lopez.

 

3 aggettivi che descrivono l’altro come allenatore.

DG: Professionista, scherzoso, lavoratore.

LV: Ordinato, coerente, istruito.

 

Il più grosso pregio e il più grosso difetto dell’altro.

DG: Pregio: non si arrende mai. Difetto: a fine stagione vuole/deve smettere di giocare.

LV: Un pregio: sa cosa vuole. Un difetto: è un pilone!

 

Cosa siete disposti a fare per Recco in Eccellenza?

DG: Difficile pensare a qualcosa dopo le ultime tre finali ma, sicuramente, farò e faremo tutti insieme uno sforzo grandissimo in più per cercare di fare l’ultimo importante passo.

LV: Sono tre finali che perdiamo e non vedo l’ora di  fare il salto di qualità, anche perché io non ho più tanto tempo a disposizione da giocatore e quindi ora o mai più.