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Genova, Rete a Sinistra: “Il Comune ritiri le ordinanza sulla movida”

Genova. Fanno discutere da mesi le ordinanze approvate dal Comune di Genova che impongono la chiusura dei locali del centro storico entro le ore 1 nei giorni feriali e alle ore 2 nei giorni festivi.

“Questo provvedimento sulla ‘Movida’ ci appare del tutto incomprensibile – dichiara il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino – poiché sembra che il Comune si sia rassegnato a gettare la spugna, anche per quanto riguarda gli accertamenti e le ispezioni: per colpire alcuni che sfuggono ai controlli, il Comune decide di punire tutti preventivamente restringendo gli orari di apertura. Invece bisognerebbe fare delle distinzioni: ci sono locali che propongono cibo e bevande di qualità, fino a tarda sera, ma che lavorano esclusivamente all’interno dei propri muri. Locali apprezzati anche dai turisti. Siamo ben lontani dallo smercio di birra all’aria aperta. – commenta Pastorino -. In conclusione: a farne le spese sono proprio quelle attività regolari che, a causa del giro di vite, rischiano di dover ridurre il personale in determinate fasce orarie; così i dipendenti restano a casa. Non possono perdersi posti di lavoro solo perché alcuni si pensano più furbi di tutti gli altri”.

Marianna Pederzolli aggiunge: “Questa città non riesce a uscire dall’idea della movida come un problema da arginare o controllare. Ma la vita notturna di una città è un indicatore di attrattività economica, sociale e culturale. Il mondo è cambiato, i tempi di vita e di lavoro non sono più gli stessi e ormai tutte le città vivono 24 ore su 24. Bisogna pensare quindi a come attrezzare la città in termini di spazi, orari e servizi per conciliare le diverse esigenze, ad esempio prevedendo spazi permanenti in cui svolgere eventi e attività culturali e aggregative anche in luoghi meno densamente abitati del centro storico e prevedendo un servizio di mobilità notturno efficiente, ma non certo riducendo gli orari e la musica nei locali. In Europa ci sono tante esperienze, una delle più note è il “sindaco della notte” una figura istituzionale che promuove l’economia e la qualità della vita nelle ore notturne. Vogliamo riprendere le esperienze migliori d’Europa, guardare al meglio che c’è. Una città che vive la notte è una città migliore, più attrattiva e più sicura per tutti i cittadini. Non servono facili prese di posizione e nemmeno un’idea coercitiva di gestione e controllo del territorio. Un lavoro importante e positivo è quello che sta svolgendo Palazzo Ducale, insieme al Municipio e all’Università, per trovare soluzioni articolate e innovative, sul tema, coinvolgendo i giovani nella ricerca delle soluzioni. Questa città è, come tante altre, al bivio con la modernità e i grandi cambiamenti. La vita notturna, se ben gestita, è un’occasione da cogliere, non un problema da liquidare”.