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Genova, incendiata auto dell’Eni: anarchici rivendicano attentato fotogallery

Genova. L’attentato incendiario ai danni di una auto dell’Eni, bruciata la notte fra il 16 e il 17 novembre in corso Carbonara a Genova, è stato rivendicato dagli anarchici. Il rogo aveva coinvolto marginalmente una seconda auto e la campana della plastica di Amiu.

“Data alla fiamme macchina dell’Eni. Solidarietà a tutti i prigionieri dell’operazione Scripta Manent. Per
l’anarchia” si legge in un sito dell’area anarchica.

Il riferimento è all’operazione della procura di Torino e della Digos che aveva portato all’arresto di sette anarchici accusati
di numerosi attentati contro le forze dell’ordine e politici.

Anche a Genova, prima del rogo della macchina, erano stati incendiati due bancomat.

Dopo l’attentato a Bologna alla caserma dei carabinieri avvenuto sabato notte si alza ulteriormente il livello di guardia. Negli ultimi giorni, infatti, nei siti usati dagli appartenenti all’area anarchica è apparso un testo in cui si invitano tutti i compagni ad agire contro il potere, a colpire con ordigni magistrati, forze dell’ordine e giornalisti nelle loro case e uffici.