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Genova, il corteo “stupefacente” dei lavoratori del Sert. E scatta il “Viale ciao” fotogallery

I Sert non si occupano solo di stupefacenti, negli ultimi anni le nuove dipendenze hanno assunto un’importanza prioritaria, dalle ludopatie alla dipendenza da internet tra i giovanissimi

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Genova. “Asl3, fatti non parole”. Il corteo dei lavoratori dei Sert genovesi, dopo aver attraversato il centro di Genova (deviati per poco anche i bus Amt) è arrivato in via Fieschi, davanti alla sede del Consiglio Regionale.

Organici carenti, sedi inadeguate, mancanza di sicurezza e sostanziale poco interesse da parte della Regione e della Asl. Sono queste le motivazioni che hanno spinto alla protesta i 120 lavoratori dei Servizi per le tossicodipendenze , con lo sciopero indetto per oggi da Fp Cgil, Fials e Fpl Uil.

“Una mattina mi sono svegliato e non ho trovato il Sert”, hanno improvvisato i lavoratori tirando per la giacchetta l’assessore Sonia Viale a cui hanno dedicato una rivisitazione speciale di “Bella ciao”, trasformata per l’occasione in Viale Ciao.

Attualmente gli utenti dei Sert genovesi sono oltre 5 mila, con un preoccupante aumento dei giovanissimi. E dei sei Servizi cittadini ne sono rimasti solo quattro, perché due sono stati chiusi per inagibilità (Valbisagno e Sampierdarena).

“Siamo stati costretti – spiega Diego Seggi, fp Cgil – è da maggio che chiediamo alla Asl di darci ascolto. I Sert, servizi fondamentali, stanno subendo un costante ridimensionamento, sedi al limite della fatiscenza, gravi carenze di organico. Abbiamo anche provato a fare incontri, con un tentativo di conciliazione dal Prefetto ma non è servito”. L’azienda al momento non ha ancora dato garanzie.

“Ci sono state proposte anche positive, ma oggi siamo qui per chiedere un protocollo d’intesa che formalizzi gli impegni concreti a favore di servizio, utenza e lavoratori  – sottolinea ancora Seggi – I Sert non si occupano solo di stupefacenti, negli ultimi anni le nuove dipendenze hanno assunto un’importanza prioritaria”. Dalle ludopatie alla dipendenza da internet, tablet, iphone. “Purtroppo sono tanti i giovanissimi che si rivolgono alle strutture “, conclude il sindacalista.

Anche la Comunità di San Benedetto al Porto solidale con i lavoratori.