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“Genova città più cara d’Italia anche per morire”: attacco di Lilli Lauro

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Genova città più cara d’Italia anche per morire. L’accusa arriva dal Consigliere comunale Lilli Lauro, dopo che Tursi ha aumentato i costi della tumulazione di una nuova salma o delle sue ceneri nel colombaio di famiglia.

“Mentre per una tumulazione normale il rincaro è stato mediamente del 50% – afferma Lauro – per quella delle ceneri, dato il notevole incremento che si è registrato negli ultimi anni, ha pensato bene di far lievitare la precedente tariffa del 300%. Così, ad esempio, per un colombaio perpetuo ‘coperto’ in seconda fila, si è passati da 441 a 1661 euro. Si tratta di prezzi inaccettabili in quanto relativi a tombe già pagate, di proprietà delle famiglie, alle quali viene richiesto un ulteriore esborso per esercitare il solo diritto di depositarvi l’urna con le ceneri di un congiunto, senza aggravio di costi per il Comune”.

Ma non è tutto perché non mancano problemi neppure sui luoghi scelti per la dispersione, Camaldoli e Monte Moro: “Non esiste alcuna indicazione in loco sulla loro presunta esistenza, non un cippo che li segnali ai malcapitati fruitori, non un recinto che li racchiuda. Prima di proclamarne l’esistenza consigliamo l’assessore Fiorini a scoprirli di persona, forse si renderebbe finalmente conto di come funziona nella realtà la macchina comunale che questa Giunta si ostina a guidare. Per non parlare, bontà sua, della dichiarata disponibilità del Comune di accettare pagamenti rateali per le inumazioni, iniziativa che si potrebbe sponsorizzare così: ‘Si accendono mutui per il caro estinto’. Siamo veramente al ridicolo!”.