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Gaslini, Usb contro l’accordo: “Ricercatori condannati ad un’esistenza precaria”

"Assunzioni a tempo determinato (quindi parliamo sempre di precariato). E le graduatorie scadranno a fine anno"

Genova. Inizio di soluzione parziale? Non per il sindacato Usb, che attacca l’accordo per la stabilizzazione dei ricercatori precari dell’istituto Gaslini arrivato venerdì scorso. “Entriamo nel merito – spiega l’Unione Sindacale di Base -: è prevista l’assunzione a tempo determinato (quindi parliamo sempre di precariato) di 2 biologi nel 2016, 2 nel 2017 e 2 nel 2019 tramite chiamata dalle graduatorie per biologi vigenti all’Istituto Gaslini. Leggi nazionali e regionali obbligavano già ad assumere dalle graduatorie. Ci sarebbe un gran bisogno di trasparenza sui reali motivi che hanno portato al mancato rispetto di queste leggi”.

Graduatorie che però “scadranno il 31 dicembre 2016. Ad oggi non si comprende come i 4 posti previsti per il 2017 e 2019 possano essere coperti dallo scorrimento delle graduatorie ad oggi vigenti”. Inoltre l’accordo nasce dal “Piano strategico 2011-2015 del Gaslini” per l’assunzione di 15 biologi: “Tale piano – attacca l’Usb – approvato da Governo e Regione, non è mai stato attuato ed i fondi stanziati dove sono stati spesi?”.

“Esprimiamo piena solidarietà a queste lavoratrici e lavoratori da decenni costretti ad un’esistenza precaria, vittime di un sistema creato ad hoc sulla frammentazione dei lavoratori e che li vede utilizzati come merce di scambio tra organizzazioni sindacali. Un sistema – conclude il sindacato – che vede contrapporre dipendenti del comparto a dirigenti, dipendenti pubblici a precari, interinali e personale delle ditte private dal quale ci dissociamo e che non appartiene al DNA della nostra organizzazione sindacale. Auspichiamo una seria e celere vertenza ed una presa in carico della politica che abbia come obbiettivo finale la stabilizzazione di questi professionisti a cui tutta la cittadinanza deve molto”.