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Gabriele Canciani, il “pararigori” del Campomorone risultati

Sei rigori su dieci neutralizzati nell’ultimo campionato e la ciliegina sulla torta (in passato) di uno parato a Cassano in un’amichevole contro la Samp di Gigi Del Neri

Campomorone. Sprizza gioia da tutti i pori, Gabriele Canciani, il “portierone” del Campomorone, classe ’84, diventato papà da pochi giorni di Tommaso (neo fratellino di Vittoria, tre anni).

“E’ una felicità immensa, indescrivibile – attacca Canciani – già lo vedo su un campetto di calcio a tirare i primi calci a un pallone”.

Giustamente difficile farlo parlare d‘altro, ma ci proviamo, elencando i pregi del Campomorone, secondo in classifica (ad una lunghezza dal duo Pietra Ligure/Taggia, quest’ultimo avversario del prossimo turno), con la migliore difesa del torneo (ex equo con il Pietra), diretta tra i pali da un portiere come Canciani, che consente di dormire sonni tranquilli…

“Il segreto di una difesa poco perforata sta nell’organizzazione di gioco… puoi essere bravo fin che vuoi, ma sei non sei aiutato dal lavoro dei tuoi difensori, fai poca strada; il merito maggiore è da attribuire a tutti i miei compagni di squadra”.

Solo chi non vi conosce, è sorpreso nel vedervi così in alto, ma è indubbio che avete le carte in regola per giocarvela sino in fondo…

“Ci sono squadre più attrezzate, come Pietra, Taggia e Cairese, che sono le favorite della competizione; noi siamo lì, consci delle nostre potenzialità e pronti ad approfittare di qualsiasi occasione, che ci possa consentire di alzare l’asticella”.

Canciani ha iniziato la carriera nelle giovanili della Sestrese, per poi giocare sia in quelle della Sampdoria (di cui è tifoso), che del Genoa. L’esordio in prima squadra è avvenuto con il Pontedecimo, poi un anno da fuoriquota in Serie D (Lavagnese) e quindi il passaggio in Eccellenza al San Cipriano, team con cui ha giocato tre stagioni.

Passato all’Isoverde, ha conosciuto mister Marco Pirovano, tecnico con il quale ha stabilito un rapporto di stima umana e professionale così forte, al punto di seguirlo in ogni squadra da lui allenata. Questo rapporto gli ha permesso di vincere, oltre al campionato di Prima Categoria con la stessa Isoverde, anche due tornei di Promozione, uno col Cogoleto (“che annata! C’era uno spogliatoio straordinario”) e l’altro col Campomorone.

“Marco è un grande uomo ed un ottimo trainer… sa gestire e coinvolgere il gruppo, come pochi altri tecnici; è molto preparato, conosce e studia a fondo ogni avversario che incontriamo, ma del resto la carriera fatta ed i campionati vinti, non hanno bisogno di ulteriori commenti. Anche qui ha la fortuna di avere un gruppo eccezionale – sorride Canciani – gente esperta come Cappellano, Curabba, Giuri, Stabile, Balestrino sono chiocce ideali per i giovani” .

Da un anno a questa parte sei diventato il tormento dei rigoristi, che ti sfidano dagli undici metri…

“In passato non conoscevo le mie doti nascoste di ipnotizzatore – scherza Gabriele – Lo scorso anno mi è capitato di parare ben sei penalty, sui dieci concessi agli avversari e da questi momenti positivi è nata la nostra storia”.

Hai dimenticato un nome illustre, fra i tanti cui hai neutralizzato la massima punizione…

“Vero, era un’ amichevole, ma di prestigio, contro la Sampdoria di Gigi Del Neri, quando ho avuto la soddisfazione di parare un tigore di ‘Fantantonio’ Cassano… un ricordo che resterà indelebile”.