Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Francesco Ilardo, “l’olandese” della Genova Calcio risultati foto

Josep “Pep” Guardiola come modello ispirativo di intendere calcio, per il giocatore di “Beppe” Maisano... insomma il comune denominatore è il nome di battesimo dei “suoi” mister

Più informazioni su

Genova. Francesco Ilardo, classe ’90, è uno dei tre colpi da novanta (insieme a Parodi e Cappannelli, arrivati dalla Valenzana), che hanno infiammato l’estate calcistica della Genova Calcio.

Il curriculum di Ilardo è da “top player”… inizia nelle giovanili della Sampdoria, poi gioca col Savona, prima di attraversare l’Appennino, per andare a vestire le maglie di Acqui, Acquanera, Novese e Libarna.

Facciamogli, dunque, subito una domanda sul suo attuale team… La vostra è una rosa di alta qualità, composta da giocatori giovani, ma di prima scelta, con una società importante alle spalle… avete tutto per essere protagonisti di un grande campionato, concordi?

“Siamo consapevoli della bontà della squadra… dobbiamo solo trovare maggior continuità di rendimento. A nostra scusante ci sono i tanti innesti rispetto al passato, per cui ci vorrà il tempo necessario per trovare i giusti meccanismi, ma, attraverso il lavoro, ce la faremo a diventare competitivi ai massimi livelli”.

Facendo un volo pindarico verso la Serie A, si può paragonare l’Albissola alla Juventus e voi a Roma oppure Napoli?

“Si, l’Albissola ha qualcosa in più… rosa, giocatori scafati… cose che, alla lunga, possono essere il valore aggiunto decisivo. Noi dobbiamo passare attraverso un percorso di crescita, che comprenda molto lavoro tattico per assimilare le idee calcistiche di mister Maisano… Gli attuali numeri, figli di questo campionato, dicono che stiamo lavorando bene… vediamo di proseguire su questa rotta”.

Come detto in precedenza, avete alle spalle una dirigenza importante e non è cosa da poco in un momento in cui, vista la crisi finanziaria, va avanti chi propone idee innovative e progetti concreti…

“La società ha sinergie e strutture che non hanno nulla da invidiare a società di categorie superiori. Vantiamo un settore giovanile all’avanguardia in fatto di qualità… basti pensare ai circa seicento giocatori, che gravitano tra la scuola calcio e prima squadra. Noi giocatori, che percepiamo e viviamo l’ambiente come in una famiglia, dobbiamo essere da esempio per questi giovani”.

Chi sono quelli pronti per compiere il salto di qualità?

“Massara è un giocatore poliedrico, che mister Maisano sta impiegando in più ruoli; Bennati, Traverso (ndr, in goal con la Sestrese) e Barabino sono elementi invidiatici da molte società… sono tutti pronti per diventare nomi di cui si sentirà parlare”.

Nel prossimo turno vi attende il match in casa dell’Albissola… siete pronti a giocare alla pari questa sfida?

“Dobbiamo disputare la partita dell’anno, cercando di non commettere errori fatali e allo stesso tempo provando ad imporre la nostra identità tattica, perché un eventuale risultato positivo, accrescerebbe a dismisura la fiducia nei nostri mezzi”.

Spaziando nel calcio professionistico, c’è una scuola cui ti senti attratto?

“Per questioni anagrafiche non ho avuto la possibilità di vedere dal vivo il calcio olandese del grande Ajax degli anni ‘70, né la relativa rivoluzione degli ‘orange’, che ha cambiato il modo di proporre ed interpretare il calcio, ma – restando ai giorni nostri – sono ammirato dal modo di proporre foot-ball delle squadre allenate da Pep Guardiola, un vero guru calcistico”.

Dopo questo doppio abbinamento, calzano a pennello le parole di Pep Guardiola sul compianto Johan Cruyff. “Lui ci ha aperto un mondo affascinante, un film che abbiamo interiorizzato. L’ho paragonato al professore di una materia che ti piace, un maestro di cui non vedi l’ora che faccia lezione. Era un tipo che ti diceva tutto il contrario di quello che avevi sentito per tutta la vita: ti dicevano che perdevi perché non correvi, ma un giorno arriva lui e ti spiega che perdi perché corri troppo”.