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Scuole, operazione immobiliare a Sestri Ponente: nuovi spazi per Bergese, Mazzini e Rosselli foto

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Genova. Più aule e laboratori per altri 1.450 metri quadrati nel polo scolastico in via Giotto a Sestri Ponente. Alle pressanti necessità del Bergese in forte crescita e a quelle altrettanto rilevanti del Rosselli e del Mazzini la Città metropolitana di Genova risponde mettendo a disposizione nuovi spazi nell’edificio che ospita già le sedi dell’alberghiero Bergese, del tecnico-professionale Rosselli e la succursale del classico Mazzini.

“E’ la prima operazione immobiliare di questo rilievo per le nostre scuole negli ultimi tre anni – dice Alfonso Gioia, consigliere delegato al patrimonio della Città metropolitana – e per realizzarla siamo riusciti a ottenere dalla proprietà un contratto d’affitto molto vantaggioso, poco più di 25 euro a metro quadrato che dal 2019 si abbasseranno a 18, mentre la media di mercato per le locazioni scolastiche è di 80 euro a metro quadrato”.

Prima di consegnarle alla Città metropolitana la proprietà (Glamre s.r.l.) ha realizzato gli adeguamento edili e impiantistici necessari per l’uso scolastico delle superfici, utilizzate in passato come uffici, al primo piano di via Giotto. Ora sono a disposizione del Bergese che sta completando l’allestimento dei nuovi ampi spazi dove l’alberghiero trasferirà anche cinque aule che occupava al piano terra, liberandole così per le esigenze del Rosselli e del Mazzini.

Per le tre scuole superiori una risposta positiva e per il Bergese, in pieno boom di iscrizioni con dieci classi in più negli ultimi due anni e 1.500 iscritti fra corsi diurni e serali, le nuove aule e laboratori “eviteranno il rischio dei doppi turni” sottolinea il dirigente scolastico Angelo Capizzi. Oltre alle aule le esigenze dell’alberghiero riguardano, infatti, i laboratori: da quelli informatici ai laboratori per la simulazione alberghiera con bancone della reception e riproduzioni di agenzie turistiche per la convegnistica, l’accoglienza e le proposte di percorsi per i visitatori e poi, naturalmente, al nuovo laboratorio di cucina da aggiungere a quelli esistenti.

“E’ fondamentale – dice il professor Capizzi – ma anche decisamente costoso. Per questo abbiamo chiesto alle strutture dell’Expo milanese di avere loro cucine dismesse e siamo in attesa di una risposta. Aspettiamo anche per ottenere finanziamenti l’uscita dei bandi PON laboratori territoriali e intanto lavoriamo a un’idea estremamente concreta e significativa che sta trovando riscontri da un grande e prestigioso hotel: poter utilizzare, nelle ore in cui saranno disponibili, le sue strutture di cucina, il bar e la reception per i laboratori dei nostri studenti. E’ l’idea, molto innovativa, dell’alberghiero diffuso che vogliamo realizzare”.