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Eccellenza, Moconesi: Federico Mosto, obiettivo 20 reti risultati foto

Fin da ragazzino la “parola poetica” del cannoniere dell’alta val Fontanabuona è scandita dai goal

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Genova. Nel lontano 1971, Pier Paolo Pasolini scriveva di calcio, paragonando il goal a qualcosa di ineluttabile… di irreversibile… e definendo il capocannoniere di un campionato il miglior poeta dell’anno”.

La “parola poetica” di Federico Mosto, fin da ragazzino, è stata scandita dai goal…

Cresciuto nelle giovanili della Sampdoria (Giovanissimi e Allievi Nazionali), è passato, nel 2010, all’Entella, dove, con la Berretti tigullina, ha vinto il Campionato Italiano 2010/11, nonché il titolo di “pichici” (capocannoniere, per dirla alla spagnola), realizzando una doppietta allo Spezia, in semifinale e superando in finale il Lanciano.

Sempre con l’Entella, Mosto ha partecipato a due edizioni del Torneo di Viareggio (il mondiale giovanile per club, organizzato in maniera sontuosa dal “deus ex machina”, Alessandro Palagi, di origini arenzanesi), segnando cinque reti (due nel 2011, con Dukla Praga e Sampdoria e tre nel 2012, di cui una alla Roma.

Le successive tappe l’ hanno portato ad Acqui, in Serie D (dove ha realizzato quattro reti); dopo di che ha vestito le maglie di Rapallo (Promozione) e Santa Maria di Taro (Eccellenza).

I passaggi alla Lavagnese (in Serie D, nella cittadina dove vive) e al Rivasamba (Eccellenza) non sono stati fortunati, tanto che, con i calafati, ha subito un infortunio, che lo ha tenuto sei mesi lontano dai campi da gioco.

Ma poi è arrivata la chiamata di mister Foppiano, che lo ha portato al Moconesi (in Promozione), dove ha trovato con continuità la via del gol… Sono sedici quelli messi a segno nello scorso torneo, che hanno condotto, trionfalmente, il Moconesi in Eccellenza, campionato in cui, ad oggi, risulta il terzo della classifica marcatori, con dieci reti, una in meno del goleador del Vado, Di Pietro ed “a meno due” da Parodi (Genova Calcio).

Cosa è il goal, per te, Federico?

“E’ tutto, lo cerco, lo fiuto, dal primo all’ultimo minuto di ogni partita, che vivo, calcisticamente parlando, in funzione del goal”.

Poi prosegue, dopo l’attimo di sublimazione, vissuto, forse, rivedendo con la mente le sue reti più belle: “Non finirò mai di ringraziare mister Foppiano e l’intera dirigenza, per l’opportunità concessami, che mi ha permesso di uscire dal tunnel della sfortuna”.

Dunque ti trovi bene?

“Qui, in Val Fontanabuona, si respira la sana aria del calcio… la società è una famiglia, in cui tutti operano in sintonia. Inoltre, c’è Foppiano, che per me è un padre/allenatore ed i compagni con i quali l’affiatamento è splendido; alcuni di loro già li conoscevo… Pomo e Rolandelli erano con me ai tempi dell’ Entella… poi, senza voler fare torto a nessuno, cito Garrasi (un lusso per la categoria), Federico Bacigalupo, Malatesta, Monticone (ndr , compagno di squadra di Federico, nelle giovanili blucerchiate) e il portiere Bartoletti”.

Dopo due sconfitte, siete tornati alla vittoria (3-1) col Ventimiglia, un match in cui hai fatto il bello e cattivo tempo, segnando una tripletta da autore e fallendo il poker, solo a causa di un rigore sbagliato.

“Non mi sono fatto mancare niente – scherza Mosto – la vittoria è stata importante perché, oltre ai tre punti, ci ha dato morale, in vista dei cinque scontri diretti con compagini che lottano, come noi, per la salvezza”.

Per il valore dei giocatori e per com’è strutturata la squadra, non pensate a qualcosa in più?

“Siamo una matricola, per cui il nostro unico obiettivo è il consolidamento della categoria… ci alleniamo e giochiamo con in testa solo questo obiettivo”.

Essendo un ’92, credi ancora di poter tornare a giocare a livelli superiori?

“Mi ero prefisso, ad inizio stagione, di entrare in doppia cifra, ma visto che già l’ho raggiunta dopo undici gare, sposto l’obiettivo sui venti goal; fatti questi, penso si possano coltivare alcune aspettative… suffragate dai miei ventiquattro anni, che mi permettono di credere e di poter dire ancora la mia, anche a livelli più alti… d’altronde non si dice: “volere è potere’?”.