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Donna trovata morta sul traghetto, tracce biologiche e una fascetta da elettricista accanto al corpo

La porta del locale dove è stato trovato il cadavere era chiusa. E nessuno quella notte l'ha ispezionato.

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Genova. Accanto al corpo di Imelda Bechstein, la turista tedesca di 74 anni scomparsa sul traghetto Sharden della Tirrenia la notte del 30 ottobre e ritrovata 15 giorni dopo in un vano di controllo delle eliche di prua, la polizia scientifica ha trovato feci e urine sul pavimento accanto al corpo.

Il particolare potrebbe confermare l’ipotesi della procura che la donna non sia morta immediatamente ma abbia magari cercato di chiamare aiuto. Ma nessuno l’ha sentita forse perché quel locale si trova vicino alla sala macchine. E neppure purtroppo l’ha vista dal vano superiore da cui è separato tramite una grata.

Ancora. La porta di accesso che da quel locale porta a quello sottostante attraverso una ripida scala, era chiusa. E nessuno in quella notte di ricerche ha pensato di aprire quella porta per ispezionare il locale. Per questo la procura di Genova ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, indagando il comandante del traghetto, il primo ufficiale di macchina e altri due membri dell’equipaggio.

Sul corpo, contrariamente a quanto emerso in un primo momento (ma la relazione del medico legale Francesco Ventura che ha eseguito l’autopsia non è stata ancora stata depositata) ci sarebbero delle lesioni ad un tallone e all’inguine ma non fratture. Tutte le ipotesi restano al momento aperte, anche quella che la donna, che aveva una protesi all’anca, sia stata portata lì da qualcuno, Una tentata rapina finita male? Ancora presto per dirlo. Ma anche se fosse arrivata lì autonomamente, forse se fosse stata trovata subito avrebbe potuto essere salvata?

Questa mattina il marito della donna, Ernst Bechstein, è stato ascoltato per oltre un’ora e mezza dai sostituti procuratori Patrizia Petruzziello e Walter Cotugno. Lui avrebbe spiegato che alla donna di recente era stata diagnostica una lieve forma di Alzheimer, ma che non aveva particolari sintomi né tantomeno era solita allontanarsi di donne.

“Ci siamo addormentati insieme – ha detto agli investigatori – e quando mi sono svegliato lei non c’era più”. La donna aveva indosso una tuta e delle scarpe da ginnastica. Accanto al corpo, oltre ai mozziconi di sigaretta da cui sarà estratto il dna e ad una macchia su un tubo che potrebbe far pensare a sangue, è stata trovata anche una fascetta da elettricisti. Anche questi reperti verrano analizzati per trovare tracce utili a quello che sembra a tutti gli effetti un giallo.

“Fate presto” è stata l’unica richiesta che l’uomo, accompagnato dagli avvocati Roberto Dolcino e Roberto Della Casa, ha fatto alla procura di Genova. Vuole riportare a casa al più presto la salma della moglie per darle degna sepoltura. Per il resto, sembra scontato che, accanto al procedimento penale aperto dalla procura, in sede civile Tirrenia dovrà essere richiamata a risarcire il danno per il mancato ritrovamento della donna.