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Donna trovata morta sul traghetto, mozziconi di sigaretta e tracce biologiche nel locale dove è stato trovato il corpo

L'autopsia non ha rilevato cause macroscopiche di morte. Si attendono esami tossicologici e dna sui reperti. Il marito sarà sentito dai pm

Genova. Quando e come è morta Imelda Bechstein? La turista tedesca di 74 anni ritrovata nel gavone dell’elica di prua del traghetto Sharden della Tirrenia il 14 novembre dopo che il marito quindici giorni prima aveva lanciato l’allarme a bordo per la sua scomparsa mentre lo Sharden navigava da Porto Torres in direzione Genova? E’ la domanda a cui tenterà di rispondere il medico legale Francesco Ventura che questo pomeriggio ha effettuato l’autopsia sul corpo della turista tedesca su incarico dai sostituti procuratori Patrizia Petruzziello e Cotugno, che per la morte della donna hanno al momento indagato per omicidio colposo quattro persone, il comandante della nave, il primo ufficiale di macchina e altri due membri dell’equipaggio che quando la notte del 30 ottobre vennero formate le squadre di ricerca, avevano il compito di scandagliare proprio quella zona.

Dai risultati dell’autopsia non emergono cause macroscopiche evidenti circa la causa di morte, ma per avere una risposta si attendono i risultati dei test tossicologici e di quelli tecnici.

La questione principale riguarda infatti il giorno della morte: se la donna fosse morta immediatamente, magari a causa di un malore fatale, la posizione degli indagati si alleggerirebbe di molto. In caso contrario, se emergesse che la turista è morta ore o addirittura giorni dopo la sua scomparsa, la responsabilità sarebbe di chi era incaricato di cercarla e su quella nave non l’ha trovata. Per rispondere a questa domanda gli esami sul cadavere nei prossimi giorni saranno incrociati con i dati provenienti da un rilevatore di temperatura che la Procura ha fatto installare nel luogo del ritrovamento.

La signora Bechstein è stata ritrovata nel vano, una sorta di gavone non riscaldato, di controllo delle eliche di prua in una zona sottostante ai garage. A quel locale si accede, dopo aver oltrepassato una serie di porte di sicurezza tramite una scala ripida che secondo i rilievi della scientifica sarebbe stata molto sporca di grasso. Come è arrivata lì? L’ipotesi degli investigatori è che quelle porte, che la donna ha trovato aperte, dovessero essere in realtà chiuse. E poi la scala: è scesa autonomamente o può essere caduta. La tac, eseguita sabato sul cadavere, non ha rilevato fratture, quindi sembrerebbe che la donna sia arrivata in quel luogo con le sue gambe. In quel locale sono state poi rilevate dalla scientifica alcune tracce biologiche su un tubo oltre a formazioni pilifere sul pavimento e mozziconi di sigaretta. A chi appartengono? per rispondere a questa domanda la procura ha conferito l’incarico a un genetista che estrarrà il dna dai reperti anche se il locale presenta una grata sul soffitto, quindi quei reperti potrebbero essere finiti li dal piano superiore. Ma la procura non vuole lasciare niente al caso.

Il marito della turista arriverà a Genova da Monaco nei prossimi giorni per essere sentito dai pubblici ministeri che coordinano l’inchiesta. La famiglia della vittima si è messa in contatto, tramite un legale di Monaco, con l’avvocato Paolo Frank e con il collega Roberto Dolcino che questa mattina hanno partecipato al conferimento dell’incarico al medico legale, insieme ai difensori degli indagati.