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Cessione Amiu, Iren chiede la maggioranza

Genova. Il matrimonio tra Iren e Amiu sembra sempre più vicino e Iren Ambiente detta le sue condizioni al Comune di Genova. Tra le richieste come riporta l’agenzia di stampa Dire, c’è l’acquisizione della maggioranza assoluta delle quote di Amiu, ma anche la proroga della scadenza del contratto di servizio attualmente prevista al 2020, la revisione del sistema di governance proposto dal Comune di Genova e la definizione degli accantonamenti per la gestione “post mortem” delle discariche di Scarpino 1 e 2 e per l”apertura di Scarpino 3.

“La manifestazione di interesse di Iren- spiega l”assessore al bilancio del Comune di Genova, Franco Miceli- non e’ il modello aggregativo. Iren ha fatto le sue proposte, ora si entra nella fase negoziale per definire le condizioni di soddisfacimento delle reciproche esigenze e non e” detto che la percentuale di acquisizione che scaturira’ alla fine del processo sia questa. Dipenderà dagli apporti di Iren in termini di capitale misto impianti e cache oltre che da una due diligence che mettera” nero su bianco il valore attuale di Amiu, nonche’ da una valutazione strategica dell”azienda pubblica, anche in vista di un ampliamento territoriale che ha gia” suscitato l”interesse di Iren”.

Anche la multiutility, infatti, dovra” dettagliare alcune valutazioni concrete. “Nella risposta alla manifestazione di interesse- spiega il direttore generale di Palazzo Tursi, Franco Giampaoletti- non si parla di altri due impianti previsti nel piano industriale di Amiu: la separazione secco-umido e la depurazione delle acque. Inoltre, non viene esplicitato il valore del biodigestore di Tortona che l”azienda si dice disposta a conferire”. Da tutte queste valutazioni scaturiranno le percentuali che resteranno in mano pubblica e quelle che finiranno in mano privata.

Una discussione particolarmente complessa , quindi, che ha l’obiettivo di arrivare “entro fine anno, massimo inizio gennaio 2017, a una sorta di protocollo di intesa, di accordo preliminare che formalizzi obblighi e diritti da ambo le parti”, spiegano Miceli e Giampaoletti. Documento che, una volta stilato, dovra” passare al vaglio del Consiglio comunale. “Non significa che l”operazione sara” conclusa entro quei tempi perche” saranno necessari i passaggi di natura formale per processare il conferimento dei beni e la costituzione della nuova compagine societaria”.

Un passaggio che potrebbe avvenire anche in due tappe: la prima solo per quanto riguarda un aumento di capitale diretto con iniezione di soldi freschi, la seconda per il conferimento degli impianti. Una soluzione, questa, che potrebbe aiutare a far accettare ai lavoratori il passaggio della maggioranza in mano privata. Con il primo ingresso solo economico, infatti, la partecipazione di Iren potrebbe restare sotto il 50% per poi superare la soglia fatidica a operazione effettivamente completata anche con gli impianti.

“Non ci sono punti su cui la distanza sia tale da non consentire neppure l”avvio della negoziazione con Iren”, sostiene l”assessore Porcile. “Ci sembra che Iren Ambiente abbia le caratteristiche adeguate per iniziare la negoziazione- prosegue- d”altronde, eravamo formalmente liberi di decidere che la manifestazione non avesse portato agli esiti sperati”. Piu” diretto Giampaoletti: “Se qualcuno pensa che facciamo la trattativa con i pantaloni alle caviglie, sta sbagliando. Amiu non e” una bad company da scaricare.

L”operazione Amiu-Iren rappresenta un”opportunita” da entrambe le parti”. Tra i paletti insormontabili posti dal Comune, il mantenimento dei livelli occupazionali (gia” accolto da Iren), il mantenimento dell”indipendenza di Amiu rispetto a Iren e la sua identita” e collocazione nel territorio genovese, e la partecipazione in maniera qualificata a decisioni strategiche. Impensabile, comunque, uno scenario dall”esito negativo. “Nel caso- conclude Miceli- o si trova una molto complicata soluzione interna oppure si procede a nuova gara con evidenza pubblica, sperando in candidati nuovi. Ma ci impegneremo perche” l”operazione si concluda con soddisfazione di tutti, compresi i lavoratori”.