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Capocannoniere e primo in classifica, Giuliano Lobascio interpreta le partite come un suonatore di jazz risultati foto

Ogni rete, col Serra Riccò, diversa dalle altre, così come ogni improvvisazione jazzistica

Genova. “Segnare è la cosa che mi dà le emozioni più belle… non importa se si tratta di un semplice appoggio, oppure di una conclusione dalla distanza o di testa… a me piace segnare. Calcisticamente parlando sono nato per il goal… E’ dall’età di sei anni che gioco in avanti, la mia è stata sempre una perenne lotta con l’obiettivo di gonfiare la rete avversaria, anche se, ammetto, che – ogni tanto – provo piacere nell’effettuare un assist a qualche mio compagno”.

Si presenta così… tosto, determinato e concreto, Giuliano Lobascio, classe ’87, attaccante del Serra Riccò, capolista del campionato di Promozione, girone B, grazie soprattutto ai dieci goal (sui diciotto totali, miglior attacco del torneo) del bomber, messi a segno con Don Bosco Spezia, Lagaccio, Little Club (doppietta), Goliardica (tripletta), Athletic (doppietta) e Forza Coraggio.

Con una media goal di questo tipo, quali obiettivi vi ponete?

“Vogliamo migliorare il quinto posto dello scorso torneo; siamo un’ottima squadra, al cui interno ci sono giovani di valore ed autentiche figure di lusso per la categoria, come Termini, Piccolo e Fuselli. Poi è vero che fanno parte del torneo, compagini molto attrezzate, ma dato che l’appetito viene mangiando.. la concorrenza sappia che noi abbiamo la giusta fame”.

In un campionato così equilibrato, quale sarà il fattore determinante?

“Il gruppo, dentro e fuori del campo… l’unità di intenti, la voglia di arrivare, il sacrificio negli allenamenti, il tutti per uno – uno per tutti, unito alla qualità dell’organico. Credo che, alla lunga, saranno determinanti queste cose per riuscire a compiere il salto di qualità”.

Lobascio ha esordito a sedici anni in Promozione, con la Sampierdarenese, “allenato da mister Maisano, che ha avuto il coraggio di buttarmi, così giovane nella mischia”; sempre con i “lupi” ha vinto il torneo di Promozione, segnando 16 reti, per poi andare a giocare con le casacche di Virtus Sestri, Serra Riccò, Busalla (Eccellenza, allenato da Max Bruzzone) e nuovamente con il Serra, che da cinque anni lo vede grande protagonista su tutti i campi.

Tornando a parlare di campionato, quali sono le avversarie più temibili nella lotta per il primato?

“Ritengo sia il Baiardo, un gruppo che gioca assieme da tempo, con elementi come Crosetti e Rattini, in grado di fare la differenza; poi vedo bene il Little Club, che ha giocatori di valore, allenati dal bravo mister Di Somma”.

La scuola calcio del Serra Riccò fa parte dell’elite della provincia di Genova ed il settore giovanile è senz’altro all’avanguardia…

“I giovani sono il fiore all’occhiello della società… il Serra dispone di una ‘cantera’ importante, che trova sfogo in prima squadra, basti pensare che i nostri giovani più promettenti sono due ’99, Federici e Re, ma tanti altri sono in rampa di lancio, anche perché, con mister Spissu, la valorizzazione dei giovani è nella normalità delle cose”.

A quanto pare, Nicola Spissu, da anni sulla breccia, è il valore aggiunto della squadra…

“Stiamo parlando di un allenatore da gruppo, che fa sempre da scudo ai suoi uomini; è preparato, conduce duri allenamenti, ma allo stesso tempo divertenti… ci fa giocare in modo offensivo, il che comporta qualche goal al passivo (12), ma il concetto base è quello di farne uno più degli avversari… e a noi piace”.

Del resto una partita è come un pezzo di jazz… puoi giocarne (o suonarne) quante vuoi, ma nessuna interpretazione sarà mai identica ad un’altra…