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Bara rossoblù e musica, così i genovesi “previdenti” scelgono il loro funerale

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Genova. Sono oltre 400 i genovesi che hanno pensato al proprio funerale in anticipo, stipulando con Asef, l’Azienda Servizi Funebri del Comune di Genova, una polizza che serve per organizzare tutto quando si è ancora in vita.

Una pratica, quella della previdenza funeraria, in lenta crescita ma ancora poco usuale in Italia. Complici le componenti socioculturali e la scaramanzia con cui di fatto tendiamo ad approcciarci alla morte, siamo ancora lontani rispetto alle percentuali “bulgare” dei paesi nordici, della Spagna, e del Nord America.

Dal 2002, a Genova, per quanto riguarda Asef, il trend si mantiene: una media di 25-30 polizze annuali. Recentemente, grazie alla pubblicità, si è riscontrato un leggero aumento di richieste. “In tanti vengono, chiamano ma soprattutto per chiedere informazioni e poi si fermano”, spiega Domenico Ottonello, responsabile del settore in Asef.

Due le tipologie di persone che decidono di stipulare la polizza “Ricordati di te”: persone sole che temono, arrivato il giorno del tragico evento, che nessuno si occupi del loro funerale (una tipologia da non sottovalutare considerata l’alta percentuale di anziani soli a Genova) e chi, soprattutto fra i genitori, non vuole lasciare ai figli obblighi e incombenze, anche economiche. Un gesto di protezione nei confronti dei figli stessi ma non sempre.

Ci sono stati casi in cui la persona ha scritto nero su bianco le indicazioni precise per non fare intromettere i figli nell’organizzazione della cerimonia e assicurarsi così che vengano rispettate le proprie volontà.

E tra coloro che hanno stipulato la polizza non mancano le richieste particolari, anche se ancora non in maniera massiccia. “Nell’ultima settimana, un cliente ha richiesto il feretro con il colore del Genoa – spiega Ottonello – un altro ha consegnato la musica da suonare al funerale, e una signora ha chiesto di essere vestita con la divisa da crocerossina. In generale, ci lasciano da sbrigare alcune precise operazioni”. C’è il caso di due coniugi di origini genovesi, ricoverati in una struttura del basso Piemonte, che volendo essere sepolti nella loro città natale hanno voluto assicurarsi per tempo che ciò avvenga. Così come la “super polizza” per l’intera famiglia, ex moglie e nuora compresa.

Difficile fare un identikit del genovese che, scaramanzia a parte, decide di programmare (e pagare) in anticipo il proprio funerale. “In questo lavoro è necessaria l’onestà e la massima trasparenza – sottolinea Ottonello – e bisogna sapere mettere a proprio agio la persona, non sempre pronta ad affrontare l’evento. C’è anche chi riesce a scherzarci su, ma non tutti”.

Nessuna particolare discriminante di genere, la previdenza funeraria è richiesta in uguale percentuale da uomini e donne. Spesso si tratta di coniugi e la fascia di età è quella, principalmente, dei nati tra il 1927 e il 1947.

Impossibile quantificare la spesa media, perché, il servizio funerario, come è noto, dipende dalla scelta personale. Si parte da un minimo di 1700-1800 euro a salire. “Ricordati di me” si può pagare a rate annuali sotto i 65 anni, versando un anticipo della spesa. Al momento, nel caso l’evento arrivasse prima dell’estinzione delle rate, viene coperta la spesa sino all’ammontare versato. Anche se Asef sta valutando il rischio di impresa totale.

Il prezzo è bloccato al momento della stipula della polizza. Chi ad esempio ha fatto la previdenza funeraria nei primi anni 2000 non ha subito l’impennata delle spese cimiteriali (400%) avvenuta a Genova tra il 2012-2013. A volte, ma non sempre, proprio le ingenti spese cimiteriali spingono le persona a orientarsi verso la scelta della cremazione, trend sempre più in aumento, anche dopo la possibilità permessa dal Comune di disperdere le ceneri in mare o ai Camandoli.

La posizione del Papa (cremazione sì, dispersione no) potrebbe portare a un ulteriore incremento in questa direzione. E se sono stati diversi i casi di sacerdoti che rifiutavano la funzione religiosa in caso di cremazione, nella chiesa di San Giuseppe di Priaruggia, a Quarto, c’è un posto speciale per i fedeli: i parrocchiani possono, previa serie di autorizzazioni, usufruire di un posto ad hoc stabilito proprio per ospitare le ceneri.

Chi è interessato può chiedere informazioni nelle agenzie A.Se.F, al numero verde 800.550755, alla centrale operativa (010.2915108) o consultare il sito internet www.asef.it.