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Banca Carige: il terzo trimestre chiude con una perdita di 38,8 milioni

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Genova. Il Consiglio di Amministrazione di Banca Carige ha approvato i risultati consolidati al 30 settembre. “Nel corso del terzo trimestre, il Gruppo ha attivamente perseguito la realizzazione del Piano Strategico approvato e presentato lo scorso 29 giugno, focalizzandosi, in particolare, su iniziative funzionali alla riduzione dei costi operativi e sulla cessione di un primo portafoglio di crediti deteriorati. A fronte della prosecuzione del deleveraging, la raccolta diretta è sostanzialmente stabile e la raccolta indiretta si è anch’essa stabilizzata nel terzo trimestre, positivamente influenzata dalla dinamica del risparmio gestito”, si legge in una nota.

L’istituto di credito chiude il terzo trimestre del 2016 con una perdita di 38,8 milioni, dopo avere contabilizzato ulteriori rettifiche di valore netto sui crediti deteriorati per 72,6 milioni, che seguono quelle effettuate nei primi sei mesi dell’anno. Nei primi nove mesi il rosso sale a 245 milioni.

La banca ha portato la copertura complessiva degli Npl al 45,9%, il 3,5% in più rispetto allo scorso anno. Il Cet1
è al 12,3% migliore di quello che chiede la Bce, pari all’11,25%.

Carige ha ridotto i costi di gestione del 7% nei primi nove mesi del 2016 rispetto al 2015. Nel bilancio approvato dal Cda le spese del personale sono pari a 226,1 milioni, in calo del 13% rispetto ai nove mesi 2015 anche per la contabilizzazione di componenti non ricorrenti, al netto delle quali la riduzione è comunque del 5,5%. Nel terzo
trimestre sono stati contabilizzati gli impatti del nuovo accordo sindacale per 2,9 milioni, mentre nel secondo trimestre erano state contabilizzate poste positive per 22,3 milioni collegate alla definizione degli accordi sul Fondo Integrativo Pensionistico aziendale ha spiegato la banca genovese.

Le altre spese amministrative ammontano a 211,2 milioni, in riduzione dell’11,4% rispetto a dati omogenei; risultano in crescita dell’11,0% rispetto ai nove mesi 2015, includendo 42,6 milioni di oneri derivanti da modifiche normative e oneri di sistema.