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Asma: 1 su 2 abbandona la terapia. Un caso su 10 è grave

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Genova. Il trattamento delle allergie respiratorie, rinite allergica ed asma allergica, è ben standardizzato e regolamentato da numerose linee guida. Si ottengono risultati soddisfacenti in circa l’80% dei pazienti. Sia per la rinite che per l’asma rimangono almeno il 10% di forme cosiddette “gravi” o “refrattarie”.

Se ne parla in occasione del congresso internazionale “Highlights in allergy and respiratory diseases”, presieduto dal Professor Giorgio Walter Canonica. Oltre 500 gli specialisti presenti durante i lavori che si concluderanno oggi. Tra gli argomenti trattati, gli innovativi approcci terapeutici e le novità in fatto di immunoterapia, i nuovi dati relativi all’asma, i progressi tecnologici per affrontare i disturbi respiratori, orticaria e allergie alimentari. “L’obiettivo di questo congresso – spiega Canonica – è quello di mettere in risalto le principali novità in fatto di malattie allergiche e delle relative logiche. Quest’anno saranno con noi alcuni rappresentanti della WAO World Allergy Organization ed importanti rappresentanze provenienti da Spagna, Regno Unito, Germania, Polonia, Venezuela e Stati Uniti”.

“Il reale problema pratico – spiega il Professor Giovanni Passalacqua, Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche, Università degli Studi di Genova – è la scarsa aderenza al trattamento: il paziente smette di usare i farmaci prescritti perché sta meglio o ha difficoltà a seguire le prescrizioni, o non usa correttamente i farmaci inalatori. Basti pensare che nell’asma, a distanza di un anno dalla prescrizione, meno del 50% dei pazienti sta ancora seguendo la terapia”.

“Scarsa l’aderenza alle terapie continuative consigliate dai medici – spiega Fulvio Braido, Dirigente Medico dell’Ospedale San Martino di Genova – soltanto una persona su dieci svolge correttamente la terapia (13%). Circa il 60% dei pazienti, invece, fa terapia occasionale o a cicli. Tra coloro che decidono di saltare la figura dello specialista si sottolinea un abuso di vasocostrittori e antistaminici di prima generazione per il trattamento della rinite. Scarsa l’attenzione nei casi di rinite come aggravante o prodromo dell’asma. Spesso trascurate anche le infezioni bronchiali ricorrenti ritenute eventi a sé stanti e non dipendenti da patologia di base come BPCO o asma”.

L’immunoterapia allergene specifica (AIT) ha conosciuto una rapidissima evoluzione negli ultimi 10 anni. Il progresso tecnico e scientifico ha consentito di avere a disposizione vaccini di alta qualità, riconosciuti come farmaci a tutti gli effetti.

“I progressi della ricerca – aggiunge il Prof. Giovanni Passalacqua – hanno consentito di dimostrare che l’immunoterapia è efficace clinicamente anche nell’asma dovuta all’acaro della polvere, patologia di elevata incidenza mondiale (circa il 40% di tutti gli allergici) e notoriamente di non facile gestione. In tale patologia, l’immunoterapia consente una netta riduzione dell’utilizzo di cortisonico inalatorio. Si apre inoltre la prospettiva del trattamento delle allergie alimentari, problema di grande rilevanza nell’età pediatrica. I risultati più promettenti e concreti si stanno ottenendo nell’allergia al latte, all’uovo e all’arachide. Nel caso dell’allergia al latte vaccino, si ottiene una desensibilizzazione efficace in circa 3/4 dei pazienti.

Sono in corso di sperimentazione diversi anticorpi monoclonali, i cosiddetti farmaci biologici, che consentono di bloccare in maniera totalmente selettiva alcuni mediatori responsabili dell’infiammazione. Abbiamo già a disposizione, da circa 10 anni, l’anticorpo anti-IgE. Verrà presto commercializzato l’anticorpo anti interleukina 5, ed altri farmaci della stessa categoria sono in stato di sperimentazione avanzata. Ovviamente, tali terapie sono impegnative e costose, e quindi sono riservate per il momento solo alle forme più gravi di asma, che peraltro sono quelle responsabili del maggior costo socio economico.

Per quanto riguarda la regione Liguria, gli specialisti confermano il problema dell’età avanzata della popolazione. Una problematica mai così allarmante come quest’anno, dato il forte aumento di allergie ed asma allergico anche dopo i 70 anni. Gli allergeni più problematici sono parietaria, olivo, cipresso, ma la polisensibilizzazione è oggi la regola: la diagnostica molecolare che si effettua all’IRCCS S.Martino è la più avanzata nel chiarire le sensibilità “genuine”.