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Amianto, morì per mesotelioma: assolti 3 ex dirigenti della pubblica assistenza

Genova. Tre ex dirigenti dell’istituto di pubblica assistenza e beneficenza Doria di Genova-Struppa, estinta nel
2003, accusati di omicidio colposo per la morte di un operaio per mesotelioma pleurico, sono stati assolti per non aver commesso il fatto. Si tratta di una malattia professionale che viene contratta a causa della prolungata
esposizione a polveri di amianto. Sono l’ex segretario generale Roberto Garibbo, difeso dall’avvocato Maurizio Tonnarelli, l’ex direttore amministrativo al servizio Personale e Organizzazione (avvocato Alfredo Pesce) e l’ex direttore amministrativo Roberto Cassini(avvocati Chiara Di Leo e Valeria Montafia).

La vittima lavorò alla Doria dal 1973 al 2000 e morì il 2 novembre 2009. L’inchiesta era stata coordinata dall’ex
procuratore capo Michele Di Lecce. Secondo l’accusa non sarebbe stato avvertito del pericolo che correva per le inalazioni di polveri d’amianto e non sarebbe stato dotato dei dispositivi di protezione (ad esempio la mascherina).

L’uomo iniziò ad accusare problemi nel dicembre del 2007 e fu ricoverato in ospedale nel marzo 2008 dove gli fu riscontrata la malattia. Nel corso del dibattimento è stata revocata la costituzione di parte civile dei familiari assistiti dagli avvocati Ernesto Rognoni e Marco Zappelletto. Il pm aveva chiesto l’assoluzione degli imputati.