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Africa, 4 borse di studio alla memoria di Francesca Bonello

Genova. Sono state intitolate alla memoria di Francesca Bonello, la studentessa genovese vittima dell’incidente del pullman Erasmus in Catalogna la 4 borse di studio consegnate al termine del Convegno “Italia & Africa”, che si è svolto a Genova. Sono stati presentati anche 4 progetti per l’Africa. Nel corso di un’affollata premiazione, alla presenza dei genitori di Francesca Bonello, la studentessa genovese morta tragicamentenell’incidente stradale che la scorsa primavera in Catalogna aveva coinvolto molti studenti italiani dell’Erasmus, sono stati prima presentati uno a uno e poi premiati i progetti ammessi alla fase finale del corso di Cooperazione Internazionale allo sviluppo. I progetti presentati sono stati sei; tutti firmati e presentati da studenti dell’Università degli studi di Genova.

La commissione di cui fanno parte Marco Frascio neo preside di Medicina, Mariella Traino Capo Servizio Mobilità internazionale e Accoglienza Studenti Stranieri, Andrea Trucco prorettore dell’Università e la tutor Elisa Ferrara, ha considerato tutti degli di essere attuati i sei progetti alla fase finale. Poi ha scelto i quattro che si sono aggiudicati la borsa di studio. L’assegno è stato così consegnato a Giulia Bruno di Ingegneria che ha presentato un progetto per un acquedotto, Alberto Cattaneo di Ingegneria che ha presentato un progetto per un impianto per energia fotovoltaica, Marco Leotta di Scienze Umane con un progetto educativo e Giuseppe Sercia di Ingegneria con un impianto per lo sfruttamento dell’energia solare. Tutti i progetto sono pronti per essere attuati in diversi Paesi dell’Africa Subsahriana. Le Borse di Studio sono state erogate dalla Regione Liguria insieme con Iren, società per cui lavora il papà di Francesca Bonello.

Quella chiusa con la consegna delle borse di studio e la presentazione dei progetti, è stata la settima edizione di un appuntamento che ha coinvolto associazioni, organizzazioni non governative, ma anche impresi ed istituzioni che s’impegnano a portare avanti progetto in campo sanitario, assistenziale e anche imprenditoriale in Africa. SPeRA, il cui presidente e ideatore è Edoardo Berti Riboli, attua in concreto quello che a idealmente tutti i politici e amministratori europei, di qualsiasi Paese e di qualsiasi orientamento politici, dicono da sempre: aiutare l’Africa in Africa. «Noi lo facciamo da sempre, con entusiasmo, mezzi limitati ma il coinvolgimento sempre più ampio di imprese e associazioni – spiega Berti Riboli – con il pieno sostegno dell’Università degli Studi di Genova, stiamo mandando avanti non solo un messaggio ma progetti concreti, in parte realizzati in parte realizzabili».