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Mistero

Via Prè, “tornano” i tavoli all’Acciughetta: “Questione molto seria, ma grazie al quartiere”

L'amarezza di chi opera in centro storico: nel fine settimana furto anche al Jalapeno di via della Maddalena: rubato l'incasso della pesca di beneficienza

Genova. Genova. “Si chiude una brutta giornata nel migliore dei modi. Grazie”. La buona notizia è affidata a un post in tarda sera: i tavoli della trattoria Acciughetta, presidio importante in un territorio difficile, misteriosamente scomparsi la notte prima, dopo il tam tam mediatico sono, altrettanto misteriosamente, ricomparsi.

“A poche ore dal nostro post d’allarme qualcuno deve aver letto i contenuti e aver fatto in modo che i tavoli tornassero a pochi metri dalla trattoria – scrivono i proprietari su Facebook – Per noi quello che è successo oggi è una questione molto seria, ma ci teniamo comunque a ringraziare il quartiere per essere intervenuto coralmente, uno dei nostri clienti per averci prestato dei tavoli del suo giardino, tutti voi per averci aiutato a diffondere la notizia e chi ha deciso di tornare sui propri passi consentendoci di riprendere a lavorare con serenità”.

Anche l’assessore alla Legalità Elena Fiorini, che ha appreso del furto in consiglio comunale ha commentato sul suo profilo: “L’Acciughetta è una trattoria dove diverse volte ho, con soddisfazione, mangiato – scrive Fiorini – Un locale di qualità che dalla sua nascita si è sempre contraddistinto per poche parole e molti fatti. E la mia azione concreta in questo frangente, come peraltro doveroso, è stata di mettere a disposizione degli inquirenti la registrazione delle telecamere comunali, bloccandone la sovrascrittura. I tavoli sono ora miracolosamente tornati, capire chi li ha presi è cosa utile di sicuro”.

Ma un vero lieto fine non c’è, almeno non fino in fondo. “Poche ore dopo il misfatto dei tavoli – raccontano ancora i proprietari dell’Acciughetta – riceviamo una telefonata di solidarietà e apprendiamo che gli amici di Jalapeño, Genova sono stati derubati venerdì notte dei soldi della pesca di beneficenza (alla quale, tra l’altro, anche noi abbiamo partecipato) da qualcuno che ha fatto irruzione nel locale”.

E la nota più amara è in chiusura: “Suona così strano lasciare in pace la gente che cerca di fare qualcosa di positivo nella vita e nel lavoro? Siamo strani noi? Ce lo meritiamo?”.

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