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Terzo Valico, le donne della Valpolcevera: “Via le bandiere dell’Italia e dell’Europa dal campo base del Cociv”

Genova. Hanno manifestato ieri sera davanti al campo base di Trasta e hanno scritto una lettera aperta per chiedere che le bandiere dell’Italia e dell’Europa non sventolino più accanto a quella del Cociv all’ingresso del campo e di tutti gli altri sparsi per la valle.

A protestare un gruppo di donne della Valpolcevera indignato dopo l’ondata di arresti di rappresentanti del general contractor per il Terzo valico legati ad escort e mazzette. “Riteniamo un insulto la mercificazione della donna che in questa vicenda , come in altre , è stata usata come ‘merce di scambio’ per il malaffare” e perché “esporre la bandiera italiana significa condividerne i valori e il rispetto dei beni comuni , cosa da loro evidentemente violati”.

Non solo. I manifestanti lamentano il “silenzio assordante delle istituzioni, alcune delle quali si sono subito attivate affinchè fosse garantito il proseguo dei lavori , ma non hanno ritenuto dover sincerarsi come prima cosa, che i lavori , fino ad ora realizzati nella galleria di Cravasco, nelle gallerie di Borzoli, nei lavori a Trasta , nei lavori a Pontedecimo, fossero realizzati secondo stringenti norme di sicurezza”.

“Troppe volte siamo rimasti inascoltati – scrivono – di fronte alle richieste di controllo e vigilanza su queste opere , proprio perché preoccupati dalle notizie che , giornalmente , arrivano in relazione ad aziende che già in passato avevano avuto problemi con la giustizia per appalti o rifiuti pericolosi. Non ultima la richiesta di controlli sul passaggio di camion trasportanti terra che evidentemente conteneva amianto , visto che proveniva dalla galleria di Cravasco ,chiusa, per un periodo perché erano stati superati i limiti di legge, sempre che limiti possano esistere”.

“Vi chiediamo di indignarvi – prosegue la lettera – ricordando che gli oltre 6,2 miliardi di euro che son stati previsti per la realizzazione di questa opera , sono da tutti noi finanziati e , al di là dell’essere favorevoli o contrari vengono così come abbiamo potuto vedere , impiegati “.

“Vi chiediamo di pensare se è questo il tipo di sviluppo che dobbiamo perseguire , un opera che , evidentemente guardando i dati reali economici , non avrebbe neppure gli elementi di beneficio che vengono sbandierati per essere sostenuta , mentre proprio in questa valle vediamo venir meno presidi sanitari e servizi, relegandoci ad essere periferia . Non è questione esclusivamente ambientalista – concludono gli abitanti – che comunque ormai ha evidentemente un peso enorme, è una questione di rispetto della dignità e della vita dei cittadini di questa Repubblica”.