Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Terzo Valico, L’Altra Campomorone: “Chiudere immediatamente il cantiere di Cravasco”

Dura reazione anche da Prc: "Grandi opere dannose, non solo all'ambiente"

Genova. L’inchiesta sulle grandi opere con i suoi arresti e le rivelazioni scuote la politica, a cominciare dai territori in cui proprio per quelle infrastrutture si lavora. E’ così che arrivano le prime reazioni.

“Chiedo – spiega la consigliere comunale de L’Altra Capomorone Valentina Armirotti – l’immediata chiusura cautelativa del cantiere TAV di Cravasco, coinvolto in una pesantissima inchiesta di corruzione e malaffare. Per Cravasco la tangente riguarda l’appalto da 1,7 milioni di euro per la galleria finestra un appalto per la centinatura della galleria assegnato all’impresa Giuliano Costruzioni metalliche. Secondo quanto trapela la galleria inquestione potrebbe anche presentati problemi di stabilità. Intervengano le Isituzion ie in particolare la Sindaco di Campomorone”.

Dura anche la reazione di Antonio Bruno, capogruppo Federazione della Sinistra Comune di Genova e di Davide Ghiglione e Marco Ravera, segretari provinciale e regionale di Rifondazione Comunista.

“Ancora una volta – spiegano – le vicende legate al “Terzo” Valico sono salite agli onori della cronaca nazionale per fenomeni di malcostume e corruzione.
Questo clima può portare alla conclusione che le “grandi” opere in Italia non si possano fare perché sempre associate a dinamiche poco limpide, ed anche se questo è purtroppo vero, dato il sistema di sub-appalti che è alla base del meccanismo del general contractor, non bisogna dimenticare che queste opere non si dovrebbero fare, come nel caso del “Terzo” Valico, perché completamente inutili e dannose, ed a quanto pare non solo all’ambiente. Anche i lavori alla galleria di Cravasco (Genova) sono sotto accusa, in discussione oltre ad una mazzetta per la centinatura della galleria ci sono anche quelli relativi a problemi di stabilità. Chiediamo con forza che le Istituzioni non stiano inerti di fronte a questa situazione pericolosa e inquietante”.

“Rileviamo – concludono – quindi come siano sempre attuali le dichiarazioni di Salvatore Portaluri che fu per due anni presidente della TAV, al magistrato Ferdinando Imposimato, che descrive l’interrogatorio nel suo libro “Corruzione ad Alta Velocità Viaggio nel governo invisibile” a pagina 116. “Tutti i gruppi di Tangentopoli erano stati accontentati, eppure vi erano ancora dei problemi, ma anche questi vengono risolti con la costruzione dell’ultimo consorzio per la tratta più incerta, il Cociv, per la Genova – Milano. Un consorzio anomalo, senza una capogruppo, anche se fra le sei imprese che lo costituiscono, il 3 dicembre 1991, i due gruppi più rappresentati sono quelli del cavalier Salvatore Ligresti con la Grassetto e il gruppo Montedison – Ferruzzi con la Gambogi”.