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Terzo Valico, anche una mazzetta da 10 mila euro per la galleria di Cravasco fotogallery video

Funzionari corrotti in un caso anche con delle escort.

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Genova. C’è anche la consegna di una bustarella da parte di un imprenditore al ex direttore dei lavori del Cociv Pietro Marcheselli e al responsabile degli appalti Maurizio Dionisi tra gli episodi che questa mattina hanno portato a 14 ordinanze di custodia cautelare, molte delle quali indirizzate a funzionari del Cociv accusati a vario titolo di concussione, corruzione e turbativa d’asta. Il passaggio della tangente, da 10 mila euro, è stata documentato dagli dagli investigatori della Guardia di Finanza all’interno di alcuni uffici del Consorzio Cociv.

Terzo Valico, guardia di finanza e carabinieri nella sede del Cociv

Le immagini delle telecamere nascoste posizionate dagli uomini della Guardia di Finanza riprendono infatti in un primo momento un soggetto che oscura l’ufficio abbassando le tapparella; successivamente si vede una seconda persona che consegna la ‘bustarella’. I due parlano per qualche minuto dopodiché, secondo gli investigatori, il secondo soggetto si allontana e il primo conta il denaro contenuto all’interno della busta.

“Missione compiuta” dice l’imprenditore dopo aver corrotto Marcheselli e Dionisi.

La tangente riguarda l’appalto per la galleria finestra di Cravasco, un appalto da un milione e 700 mila euro per la centinatura della galleria assegnato all’impresa Giuliano Costruzioni metalliche. Secondo quanto trapela la galleria inquestione potrebbe anche presentati problemi di stabilità. Non sarebbe stata costruire nel modo migliore. La procura farà nuovi accertamenti anche se al momento la galleria non è stata posta sotto sequestro.

Un secondo episodio contestato riguarda il cosiddetto “lotto Libarna” bandito con una gara internazionale con base d’asta da oltre 67 milioni di euro e assegnato al massimo ribasso alla ditta Oberosler di Trento. L’accusa in questo caso è quella di collusione per i suggerimenti dati dai funzionari del Cociv all’azienda per correggere le ‘anomalie’ di queste offerte. Un altro episodio riguarda il Lotto Serravalle, da 189 milioni, assegnato alla Grandi Lavori Fincosit.

L’accusa a diversi funzionari del Cociv è quella di aver contattato le altre imprese per assicurarsi che non presentassero offerte.

Un quarto episodio riguarda la galleria Vecchie Fornaci dove prima dell’indizione della gara sono state date indicazioni alle aziende interessate all’all’appalto. In questo caso il pagamento all’azienda, che poi per altre ragioni, non è stato comunque assegnato, sarebbe stato pagato tramite escort.

Le indagini sono state condotte dalla Guardia di Finanza coordinate dai sostituti procuratori Francesco Cardona Albini e Paola Calleri. Delle 14 ordinanze di custodia cautelare quelle emesse dal gip di Genova hanno portato gli indagati ai domiciliari, gli altri sono ai domiciliari.

Gli indagati sono l’ex direttore dei lavori Paolo Marcheselli, il responsabile degli appalti Maurizio Dionisi, l’attuale presidente di Cociv Michele Longo, il suo vice Ettore Pagani, i funzionari del Cociv Andrea Ottolin, Giuliano Lorenzi, Giulio Frulloni, Angelo Pelliccia, oltre agli imprenditori Antonio Parri, Petrellese Giuseppe, Marciano Ricci, Giovanni Giugliano, Antonio Giugliano, Puma Giuliano.

Il gip Cinzia Perroni nella sua ordinanza scrive che sono state riscontrate circostanze che “destano allarme in quanto Domenico Gallo – imprenditore ai domiciliari – risulta avere contatti con soggetti legati alla criminalità organizzata”. Avrebbe partecipato alla cresima della figlia di Domenico Borrello, affiliato alla ‘ndrina Barbaru U Castanu di Platì.

Dalle indagini “è emerso – scrive ancora il gip – un sistema alquanto spregiudicato e disinvolto adottato dai dirigenti del Cociv nell’affidamento dei lavori pubblici relativi all’imponente opera di interesse nazionale”.

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