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Sabato sera

Sestri Ponente a tavola (e non solo): oltre 500 persone per i terremotati fotogallery

Raccolti fondi per due progetti che aiuteranno la riscostruzione

E’ stato un sabato all’insegna della solidarietà quello vissuto a Sestri Ponente. Solidarietà che, dal primo pomeriggio, si è protratta fino a tarda sera, tra sport, divertimento e la pasta all’amatriciana. Alla fine oltre 500 persone hanno partecipato a “A tavola per loro”, l’iniziativa organizzata da Croce Verde, Parrocchia San Francesco e Polisportiva Virtus Sestri per raccogliere fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto.

Due i progetti che aiuteranno la ricostruzione. “Amatrice a tempo”, promosso da Anpas, servirà per creare strutture temporanee utili per collocare le attività commerciali del centro storico di Amatrice e strutture polifunzionali dove potersi incontrare e informare e dove poter condividere momenti di socialità. Il secondo ambito è invece gestito da Caritas ed è relativo al rilancio e alla ricostruzione di piccole aziende agricole, tipicamente a carattere famigliare; tali aziende
costituiscono una significativa ed indispensabile struttura portante dell’economia di quelle zone, altrimenti destinata a scomparire. Mantenerle in vita diventa quindi un’azione irrinunciabile per evitare una diaspora degli abitanti.

Dopo le prove formative curate dalla Pubblica Assistenza Sestrese, i bambini si sono divertiti con i giochi loro dedicati e con la Baby Dance. Il Presidente Regionale Anpas, Risso, con il Presidente del Municipio, Spatola, e il Presidente della Croce Verde, Ravera, hanno inaugurato la prima tappa nazionale della Mostra Fotografica Itinerante Anpas “PENTA PINTA PIN PERÓ”, il progetto fotografico dei bambini che raccontano il campo di accoglienza di Amatrice.

Indubbiamente clou del pomeriggio è stato lo show-cooking di Ivano Ricchebono. Di fronte ad una platea interessata ed incuriosita, con il suo staff, lo chef stellato ha preparato in diretta una rivisitazione dell’amatriciana: con alcuni ingredienti tipicamente genovesi (come il basilico e la prescinsêua) ha, in un certo senso, suggellato, anche dal punto di vista culinario, la vicinanza dei cittadini sestresi con la gente provata dal terremoto.

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