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Rapallo, la Coop divide ancora: faida interna all’opposizione, Pd isolato

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Rapallo. Aria di guerra tra i banchi di opposizione a Rapallo. E in mezzo alle polemiche, e allo scambio di accuse, ancora una volta la Coop, il cui ampliamento nella cittadina di levante ha portato più di una spaccatura.

Tutto parte dalla richiesta di un consiglio comunale straordinario su determinati argomenti: si va dalla videolottery, alla balneazione, alle aree verdi. Dal progetto piscina, alla Aimeri, fino ai taxi. La richiesta compatta arriva dai consiglieri di minoranza. Tutti tranne uno, il capogruppo Pd, Mauro Mele. E qui nasce lo scambio di accuse.

“Io non ho firmato nessuna delle richieste perché nessuno dei cinque firmatari (Capurro, Solari, Ricci, Costa e Tassara) si è degnato di interpellarmi, né mi hai mai comunicato i punti su cui desiderava discutere”, spiega l’interessato in una nota al vetriolo diffusa oggi.

E’ il secondo casus belli che innesca la scintilla. “La prima volta abbiamo fatto finta di nulla e non abbiamo rilasciato alcuna dichiarazione per cercare di tenere basso il livello della polemica”, continua Mele che poi, però, entra nel dettaglio e spiega il perché di questo “ostracismo”.

Dietro a tutto, secondo l’esponente democratico, ci sarebbe infatti la posizione (favorevole) del Pd sulla Coop. “La mia posizione è stata vista come un delitto di lesa maestà e andava punita”, sottolinea il capogruppo Pd.

“Il Partito Democratico solo dopo aver ascoltato tutte le parti e senza aver mai cambiare idea, ha deciso di mettersi dalla parte dei Consumatori, e per questo suo atteggiamento ora viene addirittura osteggiato dai membri della minoranza che su questa questione avevano pareri differenti, e pure differenti nel corso del tempo”, lancia l’accusa Mele.

E ancora: “In passato l’opposizione non sempre si è trovata concorde sullo sviluppo di una pratica o su una qualche votazione ma non è mai successo una cosa del genere”.

Infine la conclusione che non sembra essere proprio un ramoscello di ulivo: “Se in futuro i cinque firmatari delle ultime due richieste di Consiglio Straordinario avranno la bontà di sottoporci le loro richieste le valuteremo attentamente, come abbiamo sempre fatto, altrimenti pazienza, ce ne faremo una ragione”.