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Lettera al direttore

Lettere

Nuovo Psi: “Elezione sindaco Città Metropolitana e referendum, ecco perché votare No”

Genova. Nel maggio 2017 i Cittadini di Genova torneranno a votare per l’elezione del Sindaco del Capoluogo Ligure, e contestualmente il Sindaco di Genova sarà de Lege anche il Sindaco della Città Metropolitana; quindi tale elezione avverrà senza che gli elettori della ex provincia (Genova esclusa) abbiano possibilità di esprimere il loro voto sul Candidato Sindaco della Città Metropolitana.

Risulta come dato di fatto attuale che dopo le elezioni 2016 dei Sindaci delle Città Metropolitana di Roma, di Torino e di Napoli, si sono svolte le Elezioni di secondo livello (ovvero non dirette da parte dai cittadini) per la composizione dei Consiglieri della Città Metropolitana e nelle tre Città sopracitate (RO, TO, NA) la composizione del Consiglio Metropolitano non ha assegnato la maggioranza dei Consiglieri al Sindaco stesso delle Città Metropolitane, e quindi in sintesi finale si potrebbe assistere in queste tre Città Metropolitane ad una legislatura di cinque anni in cui il Sindaco, non essendo in grado di governare poiché senza maggioranza, rimane eletto e non sfiduciabile, ma senza possibilità di emanare nessun atto deliberativo e praticamente per nulla ed a carico retributivo dei cittadini contribuenti.

Non solo, secondo la Riforma Costituzionale che sarà sottoposta il 4 Dicembre a Referendum Popolare, il Nuovo Senato di cento Senatori ad elezione di secondo livello, sarà composto dai Consiglieri Regionali e dai Sindaci. Alla Liguria spetterebbero due Senatori: un Consigliere Regionale ed un Sindaco.

E se il Sindaco di Genova diventasse anche Senatore (non è stata ancora emanata una Legge Elettorale di secondo livello per i Senatori in attesa del risultato referendario) si creerebbe una situazione nella quale i cittadini di Genova avrebbero votato il Sindaco, ma eletto contestualmente anche il Sindaco della Città Metropolitana ed uno dei due Senatori liguri;
ovvero voti uno eleggi tre (come al supermercato paghi uno compri tre).

Ora, in summing up, ci sembra che per iniziare ad interrompere questa deriva legislativa da barzelletta, sia necessario tra le altre cose iniziare a votare NO al Referendum Costituzionale del 4 Dicembre, che se approvato potrebbe portare, con il Premierato assoluto contenuto nel dispositivo Legge Elettorale Riforma Costituzionale, l’Italia indietro di mille anni, ovvero alla considerazione del Popolo Italiano non come entità democratica, ma come Servitù della Gleba.

Roberto Pisani
Segretario Nuovo PSI
Area Metropolitana Genova