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Profughi a Rapallo: a dicembre l’accoglienza diventa inclusione sociale

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Genova. Sette migranti, a partire dal mese di dicembre, verranno ospitati a Rapallo, presso l’Istituto Delle Orsoline Di Maria Immacolata situato in Via Aurelia di Levante. Un progetto di accoglienza diffusa e inclusione sociale promosso dalle Parrocchie del territorio e dal Villaggio del Ragazzo di San Salvatore di Cogorno in vista dell’arrivo di profughi nel Comune di Rapallo.

“Il Comune di Rapallo – dichiara il Vicesindaco del Comune di Rapallo Pier Giorgio Brigati – partecipa a questa iniziativa umanitaria attraverso gli uffici della ripartizione dei Servizi Sociali e ha voluto indire una conferenza stampa proprio per informare la cittadinanza in maniera precisa e puntuale. Siamo una comunità che conta 30.000 abitanti, la sesta città della Liguria per numero di abitanti e riteniamo importante dare il nostro supporto in questo progetto che le Parrocchie e il Villaggio del Ragazzo stanno portando avanti da mesi. L’Amministrazione Comunale, molto ben impressionata dal progetto in questione e senza nulla togliere a chi è già bisognoso di supporto sociale in città, – continua il Vicesindaco Brigati – intende collaborare con l’attuazione di una attività di “inclusione sociale” dei sette nuovi ospiti, per coadiuvare il percorso che fornirà la prima accoglienza nell’ambito del progetto di “Accoglienza Diffusa” promosso proprio dalle Parrocchie e dal Villaggio del Ragazzo”.

Il percorso di prima accoglienza avrà la durata di circa nove/dodici mesi durante i quali i soggetti verranno seguiti da un responsabile del Villaggio del Ragazzo e da una serie di Volontari, alcuni dei quali già in lista mentre altri verranno reclutati dalle Parrocchie.

“L’obiettivo del progetto del Villaggio del Ragazzo assieme alle Parrocchie – continua Brigati – è quello fornire, ai sette profughi, un’integrazione nella nostra società con un programma di accoglienza e formazione/tutoraggio di quaranta ore settimanali durante le quali potranno imparare la lingua, conoscere le nostre abitudini e la nostra società e trovando quindi un conforto umano che possa permettere loro di non trovarsi abbandonati nelle strade cittadine in cerca di aiuto. L’amministrazione Comunale – conclude Brigati – entrerà in gioco in un secondo momento quando si riterrà utile un’integrazione con attività di pubblica utilità per lavori socialmente utili, senza togliere nulla, ripeto, a chi è già assistito o attende assistenza sociale dal Comune di Rapallo e senza costi per l’Amministrazione Comunale. Sono due percorsi totalmente differenti”.