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I porti liguri alla fiera di Shenzhen: i traffici del Sol Levante importanti per Genova

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Liguria. L’edizione numero 11 della fiera di Shenzhen – China International Logistics Transportation (CILF) ha aperto i battenti ieri e per la terza volta – dopo le esperienze del 2013 e del 2015 – gli scali di Genova, La Spezia e Savona sono presenti, come unico network (l’associazione Ligurian Ports Alliance) a quella che è diventata una rassegna importante nel panorama dello shipping mondiale.

Tre giorni di contatti, incontri e convegni, con un momento centrale costituito dal World Port Strategy Forum, che tra i trend prevalenti dei traffici e delle loro conseguenze sullo sviluppo della logistica a terra ha visto emergere la possibilità di investimenti diretti anche da parte dei grandi competitori marittimi mondiali.

LPA è sbarcata a Shenzhen con l’intenzione, confermata e rafforzata, di candidarsi come alternativa vantaggiosa ai porti del Mare del Nord per le merci dell’Estremo Oriente.

Gli ordini in aumento per la costruzione della mega navi container e le politiche delle grandi compagnie armatoriali che puntano ad incrementare la capacità unitaria di trasporto e le economie di scala stanno disegnando un panorama diverso nell’economia marittima mondiale, all’interno del quale Genova, Savona e La Spezia si giocano una carta importante come porti non di transhipment ma come vere e proprie porte a diretto contatto con i mercati.

Proprio per questo, dopo tre anni di presenza al CILF di Shenzhen, il sistema LPA è stato al centro di un interesse particolare dei molti operatori asiatici presenti alla rassegna. Geograficamente porta diretta ai mercati “ricchi” del centro Europa, il network portuale ligure ha le carte in regola per aspirare ad un ruolo che fino ad oggi è stato invece appannaggio dei porti del Nord che addirittura hanno attratto quote di merci dirette verso il mercato nazionale.

Shenzhen è il terzo porto al mondo per volumi di traffico contenitori (24 milioni di teus) e assieme ad Shangai (36 milioni di teu) rappresenta la più alta concentrazione di merci in arrivo e in partenza per tutto il mondo. L’interesse di Savona, in questo contesto mondiale, è stato quello di mettere in evidenza l’avanzamento progressivo dei lavori della nuova infrastruttura portuale presso gli alti fondali del bacino di Vado Ligure. Obiettivo documentare agli operatori asiatici che la piattaforma gestita da APM Terminals sarà operativa nel 2018: meno di due anni che rappresentano il timing medio per le scelte programmatiche dei vettori marittimi intercontinentali.

Una volta completato il sistema portuale-logistico comprendente anche l’Interporto VIO (società partecipata al 72%dall’Autorità Portuale) che già oggi costituisce un nodo intermodale CORE della Rete Ten T (RRT) europea e uno scalo ferroviario con stazione e linee a disposizione, si concretizzerà un distretto di rilevanza europea. Il progetto di Vado, infatti, non si esaurisce nella costruzione della piattaforma ma sarà comprensivo di tutti i collegamenti ferroviari con gli interporti di riferimento, ovvero Orbassano, Rivalta, Mortara e Mondovì, che costituiscono un complemento indispensabile per le prospettive di sviluppo di Savona e del sistema portuale ligure in generale facendone dei competitor dei porti del Nord.
Il Porto della Spezia svolge con la Cina importanti relazioni commerciali, con un traffico diretto di oltre 200mila contenitori annui che interessa tutti i principali porti cinesi. Rapporti che si sono consolidati sempre più negli ultimi anni grazie a regolari e frequenti collegamenti settimanali che vedono impegnate tutte le principali linee di navigazione. Questi risultati sono stati raggiunti grazie al costante impegno dell’Autorità Portuale che, assieme a tutta la port community, ha saputo impegnarsi fattivamente per migliorare l’offerta di servizi sia in import che in export verso tutti quei mercati in forte crescita come quelli asiatici. Tra i principali lavori previsti, che vedono nuove aree operative per 140.000 mq ed investimenti privati per oltre 400 mln di €, anche l’implementazione delle infrastrutture ferroviarie. Tutto ciò consentirà movimentazioni fino a 2 milioni di teu, con una strategia di sviluppo che si basa sempre più su quei principi di efficienza e competitività dell’intera catena logistica: qualità che hanno consentito al porto della Spezia di affermarsi per importanza come secondo scalo italiano di destinazione finale nel traffico containerizzato che già oggi supera i 1,3 milioni di contenitori annui movimentati.

Il porto di Genova dopo la fiera di Shenzen proseguirà la visita nel vicino porto di Guangzhou (Canton) per rafforzare le relazioni di traffico con la importante provincia del Guandong, relazioni che già oggi sono molto elevate, e che presentano ulteriore potenziale di sviluppo grazie ai nuovi impianti per container di Shekou (Shenzen) e Nansha (Guangzhou). In import a Genova sono oltre 500 mila le tonnellate sbarcate dai due porti cinesi, senza dimenticare Hong Kong che da solo spedisce a Genova oltre 150 mila tonnellate all’anno (tutti dati 2015).

L’ export italiano via Genova è in costante crescita, arrivando nel 2015 ad oltre 15 mila tonnellate ciascuno sia per Shenzen che per Guangzhou, ma con Hong Kong che totalizza ben 611 mila tonnellate superando anche Shanghai e confermandosi porta della Cina continentale grazie agli accordi CEPA che facilitano la presenza delle trading house a capitale misto nella SAR.
Per Genova è inoltre importante proseguire nello sviluppo delle relazioni con il mercato del sud della Cina anche per evidenti compatibilità tra il modello commerciale prevalente dell’ area, con molti “merchants” attivi nel mercato, e quello italiano – e genovese – che vede la presenza di molti spedizionieri attivi in diversi segmenti di traffico.
Per Autorità Portuale l’ obiettivo è certamente anche quello di aiutare questo variegato mondo di ausiliari delle merci a dialogare, a trovare rappresentanze, a creare networks per meglio organizzare il commercio internazionale marittimo.