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Olimpic Pra’ Pegliese, Paolo Bonadio ci racconta il segreto della sua longevità

Il difensore, 37 anni da poco compiuti, è dalla tenera età di cinque anni, che gioca a calcio

Genova. Lo sport e il calcio dilettantistico in generale, sanno scrivere pagine bellissime, con protagonisti – uomini e donne – che onorano l’attività agonistica che praticano, con amore e professionalità, dando vita alla “poesia” dello stare insieme.

Uno di questi attori è, senz’ombra di dubbio, Paolo Bonadio, 37 anni da poco compiuti, che, dalla tenera età di cinque, gioca su un rettangolo (oggi fortunatamente verde, seppur sintetico) a calcio.

Una trafila iniziata nei settori giovanili (Praese in primis) e proseguita, poi, per oltre vent’anni, nei campionati maggiori.

Quale è il segreto della tua longevità sportiva?

“La viscerale passione che nutro per il calcio è la chiave di volta, che mi spinge a continuare di campionato in campionato, incurante degli anni che, – ahimè – passano veloci. Poi c’è il piacere di condividere un progetto e la voglia di stare in un gruppo, con la responsabilità di guidare e far crescere i più giovani… ma potrei citare altre cento ragioni”, sorride Bonadio.

Quindi, mi sembra di capire che l’addio al calcio giocato slitterà ancora?

“A fine stagione, valuterò con calma il da farsi… di certo non trascurerò gli impegni di lavoro e i doveri verso la famiglia, per cui far quadrare il cerchio non sarà semplice… però la voglia di giocare è ancora tanta”.

Tornando alla stretta attualità, la Olimpic Prà Pegliese è ancora discontinua nel rendimento…

“La nostra compagine è sicuramente competitiva, però, come negli anni passati, ogni qualvolta abbiamo la possibilità di alzare l’asticella degli obiettivi, non riusciamo nell’intento… Come, ad esempio, nell’ultimo turno, quando siamo stati sconfitti dalla capolista Caperanese… una sconfitta, che – personalmente – mi brucia ancora”.

I play off sono alla vostra portata?

“Certamente, ma dobbiamo essere meno discontinui e abbiamo l’obbligo di sfruttare al meglio ogni occasione che ci possa permettere di migliorare. E’ un campionato difficile, quello attuale e più duro degli scorsi anni… Ci sono team come Caperanese, Cogoleto e Marassi, che hanno le carte in regola per arrivare in fondo da trionfatori… noi tuttavia siamo immediatamente a ridosso”.

Quali sono i giocatori, giovane ed esperto, che si sono messi in evidenza nella tua squadra?

“Rucco (ndr, classe ‘95) sta esprimendosi su buoni livelli, deve solo crescere in personalità; tra i ‘vecchi’, invece, dico Colella, attaccante, che ha il goal nel sangue e può fare la differenza a nostro favore”.

Sabato prossimo andrete a far visita al Sori… dovrete tornare a casa con un risultato positivo.

“Il Sori è una squadra quadrata, che può mettere in difficoltà chiunque; ha tra le sue fila un attaccante come Cagliani (ndr, ex Busalla), capace di essere decisivo, ma noi vogliamo dire la nostra. Da parte mia, penso all’importanza della gara, ma anche alla voglia di divertirmi, il calcio per me è racchiuso in questo connubio”.