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Movida e circolo Merlino, Kovac (Arci): “Risposte semplici non risolvono problemi complessi”

L'autore è presidente di Arci Genova

La #Genovachevorrei è una Genova che sa parlare del suo futuro prima che di chi lo governerà e di quale coalizione formare. E’ una città che sa darsi degli obiettivi comuni. Una città che sa interrogarsi sulle sue sconfitte come per esempio l’amara lettera con cui Luca Borzani, una persona capace e dotata di visione, si chiama fuori dalla corsa a sindaco.

Una sconfitta ed un fallimento per chi dovrebbe essere capace di pensare e governare il futuro. Viviamo tempi in cui la capacità di governare i fenomeni è quasi nulla.
Giovedì alla stessa ora in due luoghi diversi si sono tenute due riunioni una sulla questione movida, l’altra sulla questione Merlino.

Sono due vicende lontane ma che toccano entrambe gli stessi punti: il diritto alla socialità ed alla ricreazione ed il diritto al riposo. Questi due diritti possono essere in contrapposizione solo grazie all’assenza di una politica che aiuti a conciliarli.
Pare che si tratti di un referendum o stai con un diritto o stai con l’altro; è una stupidaggine.

Affermare un diritto non può mai essere annullarne un altro. C’è un altro errore di fondo in tutto ciò l’idea che esista un diritto assoluto a non essere infastiditi, un diritto che non ha limiti che si realizza non in un quadro di regole comuni ma che subentra non appena provo fastidio di fronte a qualcosa, un attività, un atteggiamento, dei bambini che giocano a pallone.

Non si tiene conto che esistono delle regole che dicono, ad esempio, che non posso disturbarti con rumori oltre una certa soglia dopo le ventitre ma per contro che fino alle 23 devi sopportare. Invece alle 21 posso lamentarmi perché la pallina del ping pong fa tic tac e mandarti la polizia.

La #Genovachevorrei è una città che che sa ragionare ed affrontare i problemi insieme, che approfondisce e cerca di capire, non una città che bercia e governa con ordinanze/manifesto.

Se il problema dei residenti del centro storico è il rumore che su questo si ragioni, magari dando un limite orario all’asporto ed ai dehor, lavorando sull’isolamento acustico dei locali , su comportamenti virtuosi invece che scegliere la morte del tessuto culturale e commerciale.

Se il problema di Sestri è il fatto che ci sono persone che passano la notte dentro lo skate park di fianco al Merlino mi pare si tratti di disagio sociale e il disagio sociale non si combatte ne con la polizia né con le cancellate.

Così come il problema dell’abuso di alcol fra i giovani non si affronta limitandone draconianamente la vendita oltre un certo orario, le politiche proibizioniste hanno sempre fallito si sa già dal proibizionismo degli anni 20 negli USA. Dare risposte semplici a problemi complessi è lo sport nazionale e cittadino, porta un po di consenso immediato (neanche sempre) fa sentire forti e decisionisti ma è stupido ed inutile.

Il progetto Chance è l’esempio di una buona politica si è data una risposta complessa, non convenzionale non demagogica ad un problema forse non ha portato molto consenso nell’immediato (anche per scarsa capacità di comunicare) ma ha oggettivamente migliorato la siituazione; è rimasto un caso unico, senza imitazioni! Un buon governante dovrebbe aver la capacità di sentire e capire le esigenze delle parti coinvolte e poi assumersi l’onere di fare sintesi.

Dovrebbe avere il coraggio di avere una idea di città e di proporla.
Credo in una politica , per dirla con Borzani, in cui non ci si candida ma si è a disposizione.

Da molti anni ormai viviamo in una società in cui la politica è quasi solo personalizzazione, diritto ad affermare il proprio ego spesso ingiustificatamente smisurato; se fossimo capaci di abbandonare per un attimo l’essere tifosi di questo o di quello vedremmo che i risultati non sono stati buoni e torneremmo a discutere di problemi insieme e magari troveremmo anche delle soluzioni migliori .

Forse anzi probabilmente è solo un’illusione ma noi dell’Arci continueremo a lavorarci insieme a tutti quelli che vorranno.

Stefano Kovac